Suggestiva escursione al monte Conero per ammirare la super luna

Una camminata tra i boschi organizzata dallo studio naturalistico Diatomea per raccontare storie e leggende legate al Conero

Sirolo. Dovremo attendere fino al 2034 per poter rivedere lo spettacolo del prossimo lunedì sera: la super luna, ossia la luna piena nel momento di massimo avvicinamento alla terra.

In termini astronomici, il fenomeno si chiama perigeo lunare e il nostro satellite sarà più grande e più luminoso di come appare normalmente.

Una suggestiva immagine del fenomeno della super luna
Una suggestiva immagine del fenomeno della super luna

L’ultima volta che si verificò tale evento fu il 26 gennaio del 1948 e lo potremo ammirare nuovamente solo tra 18 anni.

Per l’occasione, lo studio naturalistico Diatomea di Senigallia ha organizzato un’escursione lungo i sentieri del monte Conero per raccontare storie e leggende legate a questa montagna.

Sono previste una passeggiata illuminata dalla luce della super luna e la cena al sacco in un autentico balcone naturale sulle Marche.

Il ritrovo è al bar Paola di Senigallia, via Bruno 22, alle ore 18; oppure alle 19.15 al parcheggio sommitale del monte Conero e il percorso, di circa 7 km con dislivello di 150 m, prevede varie visite a ex convento, incisioni rupestri, pian di Raggetti, pian Grande, grotte romane ed eremo.

Il fascino delle escursioni notturne
Il fascino delle escursioni notturne

È necessario portare con sé scarpe da trekking o con suola scolpita, maglione o pile, cappello, torcia, acqua e cena al sacco.

L’escursione costa 10 euro; 8 euro per i donatori attivi Avis e 5 euro per i minorenni, e comprende il servizio di guida ambientale escursionistica.

La camminata verrà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti che dovranno prenotarsi obbligatoriamente entro le 20 di domenica 13 novembre.

Per avere maggiori informazioni e per prenotare è possibile contattare la guida ambientale escursionistica, Niki Morganti, al 328 6762576 o inviare una e-mail a info@studiodiatomea.it.

 

 

 

 

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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