Il 25 settembre torna a Sirolo la Paint My Run

Tutto pronto per la 4^ edizione della corsa più colorata d'Italia

Sirolo. Manca davvero poco per la Paint My Run 2016, la corsa non competitiva di 5 chilometri che colorerà partecipanti e strade di Sirolo.

Paint my run, letteralmente "dipingi la mia corsa", torna domenica a Sirolo
Paint my run, letteralmente “dipingi la mia corsa”, torna domenica a Sirolo

L’evento, giunto alla 4° edizione e organizzato da WeTrace in collaborazione con il Comune e la Pro Loco, è nata proprio a Sirolo nell’estate 2012 prendendo ispirazione dall’antico Holi, il festival induista dei colori dedicato al divertimento puro, durante il quale è usanza sporcarsi il più possibile con polveri colorate per omaggiare un rito sacro che simboleggia la rinascita, la voglia di resuscitare, giocare, ridere, dimenticare i dolori, perdonare e consolidare le relazioni.

Dopo la prima edizione del 2012 anche altre città hanno organizzato la propria corsa e quest’estate il Tour 2016 della Paint My Run ha fatto tappa ad Amandola e Vasto, riscuotendo un grande successo.

Rosso, giallo, blu, verde e viola sono i colori scelti per questo evento e oltre alla voglia di divertirsi, sono consigliati vestiti comodi, come maglietta bianca, pantaloncini da corsa e scarpe da ginnastica, ma i partecipanti sono liberi di indossare qualcosa di originale che renderà l’evento indimenticabile. Nelle passate edizioni, infatti, interi gruppi di persone si sono presentati in cuffia da piscina con tanto di occhialini, altri indossavano parrucche di ogni genere, e non sono certo mancati tutù di tulle e gonnelline, calze a righe e maschere da snowboard.

La partenza è prevista alle 10.30 di domenica al Teatro Le Cave di Sirolo e il percorso si svilupperà per le vie del centro per poi tornare alle Cave dove si terranno le premiazioni e il Mas-Throw Party con musica e lanci sincronizzati di colore.

Durante la corsa, i partecipanti attraverseranno le strade del centro di Sirolo e verranno colpiti da polveri colorate naturali e atossiche, che saranno lanciate a ogni chilometro.

I biglietti per partecipare alla corsa più colorata d’Italia sono ancora disponibili in prevendita nel sito www.paintmyrun.it (15 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini), mentre la mattina stessa dell’evento potranno essere acquistati con una maggiorazione presso la biglietteria al Teatro le Cave che sarà aperta delle 8.30 alle 10.

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Nel prezzo del biglietto sono inclusi sacca PaintMyRun, pacco gara con pettorina, una bottiglia d’acqua e un sacchetto di colore in polvere da lanciare addosso agli altri partecipanti durante la corsa.

In caso di maltempo la corsa verrà eventualmente posticipata di qualche ora e si correrà ugualmente. Tuttavia, se l’organizzazione valutasse invece l’impossibilità di effettuare la corsa questa verrà annullata e provvederà a comunicare l’annullamento e a fornire le istruzioni riguardanti i tempi e la modalità per chiedere il rimborso.

Infine, sarà possibile parcheggiare nelle vicinanze di Via Vivaldi e usufruire del servizio navetta gratuito per il Teatro Le Cave dove si troverà la biglietteria e dove avverranno partenza, arrivo e festa post corsa.

Colore, musica e divertimento: gli ingredienti ci sono tutti e le strade di Sirolo sono pronte per ospitare la corsa più pazza e colorata d’Italia.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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