Domenica con il nordic walking per la Conero Trail 2016

Su e giù dal Monte Conero respirando l’aria del mare con la sabbia sotto i piedi

Sirolo. All’aria aperta, migliora la postura, fa bene al cuore e alla circolazione e rafforza i muscoli.

È il nordic walking, la disciplina che da qualche anno si è diffusa anche tra i sentieri del Parco del Conero grazie all’impegno e ai corsi della cooperativa Forestalp, che ha organizzato per questa domenica, 23 ottobre, una nuova occasione per praticare questo sport.

Nordic walking al Monte Conero
Nordic walking al Monte Conero

Si partirà alle 9.30 da Piazza Brodolini a Sirolo e si percorreranno le più belle strade della riviera del Conero impugnando i propri bastoni.

È questo il programma della camminata competitiva e non promossa dalla Scuola Nordic Walking Forestalp in collaborazione con la Trail Adventure Marche, che prevede un tracciato da otto km di nordic walking e due ulteriori tracciati competitivi di 13 e 25 km.

Il ritrovo è previsto alle 7.30 nella sede della pro loco di Sirolo, in via Dante, per il ritiro dei pettorali, quindi alle 9.15 avverrà la punzonatura degli atleti delle due gare competitive.

Alle 9.30 si parte per il primo percorso di otto km non competitivo e dopo un breve prologo intorno alle mura e al centro storico si scende nella suggestiva spiaggia di San Michele, la si percorre per qualche centinaia di metri per iniziare poi una lunga e impegnativa risalita del versante sud est.

Si raggiunge quindi il belvedere sud con il suo panorama mozzafiato sulle Due sorelle e successivamente la Badia di San Pietro, dove si trova il primo ristoro e il bivio per continuare i due percorsi competitivi da 13 e 25 km.

Si continua a salire sul sentiero sottobosco fino al punto più elevato del monte Conero, fino ad affacciarsi sul versante nord con i bellissimi scorci sulla baia di Portonovo e Ancona.

Dalla sommità del Monte si scende fin sulla spiaggia
Dalla sommità del Monte si scende fin sulla spiaggia

Da qui inizia la discesa lineare fino a Pian Grande poi quella più tortuosa fino al Poggio dove termina il percorso da 13 km e si trova il secondo ristoro.

Si riparte per il percorso da 25 km, recuperando quota, e in pochi minuti si accede al versante ovest che prevede la discesa alla Cava nascosta, la risalita e il raggiungimento di Pian di Raggetti. Attraverso un facile sentiero si ritorna alla Badia di San Pietro per il terzo ristoro e si scende nuovamente alla spiaggia San Michele per poi raggiungere con l’ultima salita il traguardo di Sirolo.

Dalle 12 alle 14 nella sede della pro loco sono in programma il ristoro finale, le premiazioni delle due gare competitive, i premi estratti a sorteggio per la gara di Nordic Walking e il premio di partecipazione per tutti gli atleti dei tre percorsi comprendente una t-shirt tecnica, una confezione di integratori, barrette e gel Multipower e materiale pubblicitario.

Per partecipare è necessario iscriversi a questo link: https://www.mysdam.net/store/data-entry_34154.do; e versare la quota di partecipazione che varia dai 12 ai 20 euro in base alla gara scelta.

Sono già circa 150 gli iscritti che hanno deciso di passare una domenica di sport tra il mare e il monte del Parco del Conero.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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