Ancona – Le proposte di FARgO, il bar del faro al Cardeto

Yoga, laboratori, musica e cibo da lunedì 18 a domenica 24 giugno immersi nel verde del parco con affaccio sul mare

Ancona, 17 giugno 2018 – Degustazioni  per croceristi, laboratori di fumetto e di narrazione, sedute di yoga e momenti di benessere per il fisico, ombra fresca e relax. Anche per la prossima settimana Fargo, il bar del faro al Cardeto, continua a proporre iniziative per chi vuole vivere le atmosfere del parco “Franco Scataglini”. La struttura, gestita dalla associazione Nie Wiem assieme a Raval Family, ha riaperto i battenti da una settimana riscuotendo subito l’attenzione di numerose persone felici di tornare a frequentare anche di sera il Cardeto.

Lunedì 18 le attività riprendono con il secondo appuntamento del corso di fumetti per bambini, dalle 17 alle 19. È possibile partecipare senza aver preso parte al primo incontro. Ci sarà un momento motorio e di gioco, dopo di ché i più piccoli, stimolati dallo scenario incantato del Cardeto rielaboreranno le loro fantasie nei disegni seguendo gli insegnamenti di Nicola Gobbi, fumettista anconetano di fama internazionale. Il costo delle partecipazione, merenda compresa, è di 15 euro (più tessera Nie Wiem a 10 euro, per chi non la ha).  Per informazioni tel. 3201830461; corsi.casa@gmail.com

Martedì 19 è previsto il corso di scrittura narrativa a cura di Massimo Canalini, protagonista dell’editoria anni 90, editor che ha scoperto alcuni dei maggiori scrittori degli ultimi decenni. Si prosegue per otto incontri, fino a luglio. Il costo è di 150 euro, e comprende l’aperitivo che verrà consumato ai tavoli del bar Fargo, dove si svolgeranno le lezioni. Per informazioni, tel 3201830461; corsi.casa@gmail.com

Mercoledì 20 è il momento dello svago e dell’ozio. Col cibo e le birrette fresche fino a mezzanotte, fra gli alberi, il faro antico e quello nuovo che illumina la serata coi suoi ipnotici fasci di luce. Per la cena c’è  il chiosco-camioncino del Conero street food, con le sue specialità locali. Poi ci si può accomodare intorno ai tavoli, o chiacchierare seduti ai bancali in cerchio o sulle panchine del parco e godersi la serata.

Giovedì 21 partono le iniziative di “Cardeto in forma” all’insegna del benessere fisico, che proseguiranno per tre giorni. Dalle 18 alle 20 si tiene l’incontro di pilates presso il faro antico. L’iniziativa, a partecipazione gratuita, è del Centro sportivo Eschilo Conero Wellness Innov-Aging.

Venerdì 22 , dalle 11 alle 15 è il momento dei croceristi, che Fargo accoglie con degustazioni di vini locali, accompagnate da stuzzicherie e bocconcini, fornendo un servizio di accoglienza turistica per chi, sbarcato dalle crociere di Msc Sinfonia, decide di inoltrarsi per le meraviglie naturalistiche della città. La sera, invece, si prosegue con il benessere, sulla scia della giornata mondiale dello yoga. Dalle 18 alle 20 il centro sportivo Eschilo Conero Wellness organizza un incontro di riequilibrio posturale. A cui segue, dalla 20, il  “momento di meditazione per il solstizio d’estate, onorando le sette direzioni e la magia della luce”, a cura di Sara Gambelli.  I due incontri sono gratuiti.

Sabato 23 dalle 9.30, c’è un altro appuntamento di Cardeto in forma, con lo yoga mattutino. La seduta di yoga Ayurveda è a cura del centro olistico Sei. Anche in questo caso la partecipazione è gratuita.

Domenica 24  il weekend che si chiude con il Conero Gipsy Grill. Dalle 18 fino a mezzanotte carne alla griglia e verdure a cura degli argentini di Mi Rancho, con musica dal vivo gipsy jazz, vino Rosso Conero, birrette fresche e panchine ombrose per chiudere il fine settimana più luminoso di giugno. Al Fargo si concluderà anche il tour organizzato di Fronte del Parco, escursione progettata dal Comune con la cooperativa Opera.

Il programma potrebbe subire piccole variazioni, si consiglia di consultare la pagina Facebook Fargo – arte, movimento e ozio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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