XXV Aprile in campagna con la Fondazione Ferretti

Pic-nic in autonomia, stand gastronomico, mercatino di prodotti bio e tanti giochi per grandi e bambini all’insegna dello stare all’aria aperta

Castelfidardo – La ricorrenza del 25 aprile è ideale per una bella scampagnata: la Fondazione Ferretti invita a trascorrerla nell’oliveto biologico dalle ore 10:30 alle ore 18:30 per una giornata all’insegna del relax per i più grandi, e del gioco libero per i più piccoli che potranno divertirsi all’aria aperta con i classici giochi dei nonni.

Per un’attività da fare in famiglia, ci sarà l’orienteering a squadre: muniti di bussola i  partecipanti dovranno cercare di orientarsi per fare tutto il percorso e tornare al punto di partenza. Oppure semplicemente si potrà passeggiare, raccogliere erbe spontanee, oziare…

Quest’anno il programma è ampliato grazie alla collaborazione con l’associazione Fonte della Serpe che propone alle ore 10:30 un viaggio sonoro con le Campane Tibetane e alle ore 11:30 una lezione di Wood Pilates in famiglia.

Nel pomeriggio alle ore 16:00 la dott.ssa Valentina Rosetti condurrà una lezione di training autogeno.

Per questi incontri programmati è gradita la prenotazione chiamando direttamente lo 071 780156 oppure via mail all’indirizzo: info@fondazioneferretti.org.

Sarà possibile fare un pic-nic in autonomia con pranzo al sacco oppure approfittare dello stand gastronomico con panini, insalate e bevande. Inoltre ci sarà un piccolo mercatino di prodotti bio e a km 0 dove conoscere i produttori locali e acquistare direttamente i frutti della terra e del loro duro lavoro.

La quota di partecipazione alla festa è di € 4,00 a persona (gratis i bimbi fino a 4 anni) che comprende tutte le attività, sia libere sia programmate.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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