Piero Massimo Macchini conquista il Caffè Letterario

Tante risate e tanti applausi per il comico fermano ieri sera al "cantinone"

Camerano. È filato via liscio come l’olio lo spettacolo di ieri sera prodotto dal comico Piero Massimo Macchini sul palco del Caffè Letterario. In pieno contrasto con la particolarità della sua voce ruvida che lo rende subito riconoscibile.

Piero Massimo Macchini
Piero Massimo Macchini

Il pubblico s’è divertito e lo ha applaudito a più riprese. E forse non s’è accorto, il pubblico, che nelle sue macchiette strampalate Macchini lo ha un po’ preso in giro. Perché questo comico fermano dal baffetto simpatico, per le sue gag s’è ispirato proprio ai giovani d’oggi, alle loro manie e quotidiane follie consumate nel bar sotto casa.

E il suo umorismo dall’accento maceratese lo ha riservato un po’ a tutti: amici, madri, donne, fidanzate e luoghi comuni che se ci pensi bene alla fine non sono altro che fatti quotidiani. Al termine, dopo più di un’ora di performance, s’è reso simpaticamente disponibile per le nostre domande, nonostante avesse voglia di tornare a casa da sua figlia. Segno che dietro la maschera giullaresca del comico si nasconde un padre pemuroso.

Da dove parte la tua carriera di comico?

«Diciamo che un po’ ci sono nato, dal momento che questo ruolo mi è stato affibbiato fin da piccolo in famiglia. Poi, vabbé, ho iniziato con il teatro di strada, improvvisazione, una scuola a Roma molto bella di teatro clown per arrivare a scrivermi da solo i testi e a produrli. Ho fatto anche teatro per ragazzi per quattro anni».

E dove ti sta portando?

«Oggi ho un’associazione, gestisco un marchio web live tv che è Marche Tube. A dicembre parte una trasmissione su Rai 4, Challenge four, dove faccio il mimo parlante. Inoltre, ho appena girato un film con la regia di Alessandro Valori, tutto nelle Marche, tutto molto bello».

Un momento dello spettacolo di Macchini
Un momento dello spettacolo di Macchini

Tanta carne al fuoco… Che sensazioni ti ha dato questo Caffè Letterario?

«Beh, è un ambiente molto bello. Si presta molto per uno spettacolo dal vivo, è molto underground, molto bello. Raro trovare un posto dove fai cabaret e c’è un’attenzione teatrale. Il pubblico si sente che è avvezzo e formato, gli organizzatori hanno fatto un buon lavoro nel tempo».

Cos’è la comicità oggi in Italia?

«C’è in atto un grosso dibattito su questo tema. Personalmente ho scritto una cosa tempo fa: “vince chi ride”. Esistono tante forme di comicità, la mia è a 360 gradi: faccio il mimo, uso la magia, faccio un monologo, non esiste un genere… Chi fa le sue battaglie per affermare un genere particolare di comicità per me ha perso in partenza, è infantile. Io amo tutto Ciccio e Franco, Totò, la macchietta… vince chi sa ridere».

È difficile procurarsi ingaggi?

«Beh, in Italia se conosci… meglio è! Io ho sempre lottato per realizzare quello che avevo dentro la testa. Alla fine, anziché ambire a cose troppo alte, se t’accontenti riesci a portare a buon fine le cose che vuoi fare».

Chiudiamo così: che ne pensi delle tante trasmissioni tv fatte solo da comici?

«Guarda, io sono uno che non ha la televisione. L’anno scorso ho fatto Eccezziunale Veramente ma mi sono rivisto solo sul web. La Tv mi da nausea. Certo che se mi chiamano vado a farla, è il mio lavoro. Se non mi chiamano non me ne frega niente. I miei amici comici me li guardo volentieri sul web».


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

© riproduzione riservata


link dell'articolo