Osimo – Cartelle TARI: Confartigianato passa al contrattacco

Alcuni accertamenti alle aziende hanno superato i 70.000 euro. Si valutano azioni legali

Osimo – Si va facendo via via sempre più drammatica la questione delle bollette della TARI recapitate a diverse imprese osimane. A tal punto che nella sede locale della Confartigianato è stato attivato uno sportello dove le imprese potranno rivolgersi per verificare le cartelle, avvalersi di consulenza e valutare eventuali azioni legali.

«Di fronte all’urgenza e alla gravità della situazione abbiamo deciso di muoverci subito –  dichiarano Marco Pierpaoli vice segretario Confartigianato, e Paolo Picchio responsabile territoriale – Numerose imprese del territorio si son viste recapitare cartelle di accertamento TARI con importi significativi, che hanno sforato in diversi casi anche la già ingente cifra di 70.000 euro. Somme rilevanti, per le quali si rende necessario analizzare e valutare i singoli casi con la dovuta attenzione».

Paolo Picchio, responsabile territoriale Confartigianato

Da qui la decisione di attivare fin da subito uno sportello a disposizione delle imprese, che è già operativo nella sede osimana di via Marco Polo 94.

«Invitiamo gli imprenditori che abbiano ricevuto gli accertamenti a consegnare le cartelle al nostro ufficio – concludono vicesegretario e responsabile territoriale – dove sarà possibile anche accedere a un servizio di consulenza, gratuito per i nostri associati, per verificare le singole pratiche e valutare eventuali azioni di ricorso».

Per informazioni: 071 7230854

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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