I proprietari terrieri chiedono a Pugnaloni la diminuzione dell’Imu

Lettera aperta del Comitato Aree Edificabili Osimo che minaccia l’applicazione dell’astensione attiva al voto

Osimo, 28 agosto 2021 – Il comitato Aree Edificabili, già No Prg, che raccoglie e tutela i proprietari terrieri osimani, indirizza una lettera aperta al sindaco Simone Pugnaloni e a tutti i componenti del Consiglio comunale, invitando maggioranza e opposizione a lavorare per declassare alcune aree e diminuire fortemente i valori Imu. Minacciando, se sarà il caso, di esercitare il diritto dell’applicazione dell’astensione attiva alle votazioni del prossimo turno elettorale.

Astensione al voto che si esercita facendo verbalizzare al presidente di seggio la motivazione: “Rifiuto la scheda elettorale in segno di protesta nei confronti dell’Amministrazione comunale”.

«Da un anno e mezzo si sono svolte le elezioni amministrative che hanno visto prevalere il sindaco Pugnaloni – recita la lettera aperta – che non ha affrontato i problemi che ci riguardano.

Non intendiamo assolutamente entrare in questioni politiche, quello che intendiamo dire è indirizzato tanto alla maggioranza quanto all’opposizione, poiché solo conoscendo e condividendo le scelte, le forze politiche potranno operare per il bene della cittadinanza.

Ma se è vero che questa amministrazione dovrà durare cinque anni, ha già sprecato un terzo delle sue possibilità per risolvere i problemi concreti degli osimani; lungi da noi il criticare la maggioranza per tessere le lodi dell’opposizione la quale, meno che mai, ha intrapreso azioni propositive e concrete per stimolare la maggioranza a lavorare sui bisogni reali, compreso i nostri. Ma ha lavorato unicamente per far entrare somme milionarie nelle casse comunali; strumento non più rispondente alle mutate economie del territorio osimano, quindi avrete sicuramente compreso le ragioni della richiesta di declassare alcune aree e diminuire fortemente i valori Imu a chi non farà retrocessioni.

Pertanto rivolgendoci a tutti maggioranza ed opposizione, ribadiamo: conoscete la problematica relativa ai 4 PRG fatti negli anni: 1987 – 1996 – 2005-2008 con il 2008 al 70% impugnato dalla provincia, il 30% sbloccato nel 2012 con varie impugnazioni al TAR Marche, che non vuole indire udienza (15 anni), e probabilmente saremo costretti a rivolgerci alla Corte Europea a Strasburgo.

Sicuramente siete consapevoli del fatto che i proprietari pagano inutilmente tasse per cui non si ha alcun vantaggio né presente né futuro. Sicuramente, avrete fatto una riflessione sul perché le categorie imprenditoriali e sociali coinvolte dal Prg non hanno lo stesso interesse e capacità economica (un conto sono i costruttori, altro sono quelli che hanno ereditato un pezzetto di terra o acquistato per costruire la propria casa) Siete tutti a conoscenza degli incontri avuti con il Sindaco, che sempre si è dimostrato disponibile, solo a parole, per dare una adeguata e funzionale soluzione, attraverso una procedura semplificata di variante ai Prg, con modalità da definire».

Per il Comitato, solo buoni propositi e nulla più che, se non affrontati, porteranno un ulteriore aggravio dei tributi: «per chi ha avuto la sfortuna di possedere quei terreni, ed inoltre conferma, secondo la nostra opinione, la scarsa attenzione della classe politica ai problemi reali di oltre il 10% dei cittadini. Ed è lecito rivolgere a questo punto alcune domande: discuterne in Giunta il prima possibile? Questa amministrazione ha ancora poco più di tre anni di mandato, può risolvere ora i problemi o se ne riparlerà fra tre anni?   Possiamo sperare di essere almeno presi in considerazione da parte di tutti voi, visto che le nostre precedenti sollecitazioni finora non hanno prodotto alcun effetto?

A tutti voi maggioranza ed opposizione, proponiamo di consultare i siti internet dei Comuni di Chieti, Pollutri, San Lazzaro di Savena e di Teramo… vedrete che in maniera molto semplice sono state adottate varianti di declassamento ai Prg. La situazione ad Osimo è più complessa, creata dai politici, ne parleremo a breve nel prossimo convegno con tecnici, professionisti e categorie sindacali di settore, guardia di finanza, ufficio delle entrate e tutti voi maggioranza ed opposizione.

Insomma – conclude la lettera aperta dalla quale abbiamo tagliato alcuni passaggi per ovvi motivi di spazio, tenendo integri i concetti principali – crediamo sia arrivato il momento che la classe Politica tutta, dimostri uno scatto di orgoglio, ed inizi ad occuparsi seriamente dei problemi della cittadinanza di Osimo e del suo territorio, iniziando a prendere in considerazione  le esigenze dei cittadini che pagano gli effetti della crisi economica  in modo aspro e feroce, che coltivano un terreno di proprietà, talmente gravato dai tributi che ogni chicco di prodotto ha un costo insostenibile, che nonostante fanno richieste e inoltrano istanze legittime non sono degni di alcuna risposta! Visti i presupposti, la nostra legittima richiesta è quella di ottenere una risposta concreta e, se possibile, da fornire entro il corrente anno».

Firmato: Marini Angelo, Mandaliti Fabio, Cognigni Roberto, Da Graca Maria Julia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Tempi comici e cuore immenso per Giulio Golia

L’inviato de Le Iene ha chiuso il 10° Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Ancona, 19 settembre 2021 – Auditorium della Confartigianato imprese Ancona-Pesaro Urbino alla Baraccola. Dietro il banco dei relatori il presidente padrone di casa Graziano Sabbatini, il direttore artistico del Festival Claudio Sargenti, Giovanni Pasimeni e al centro lui, l’ospite della serata: Giulio Golia (foto), notissimo e apprezzatissimo inviato decano de Le Iene targate Mediaset.

Di fronte, una platea dimezzata dalle normative Covid composta in buona parte da giornalisti anconetani costretti lì forse più per i crediti formativi imposti dall’Ordine che per “fare il servizio”. Questa, in sostanza, la scena ieri sera della chiusura del decimo Festival del giornalismo d’inchiesta delle Marche organizzato dalle associazioni osimane Ju-Ter Club e + 76.

E Giulio Golia, napoletano verace che non lo nasconde affatto, ieri sera si è concesso e raccontato a mani basse ai suoi non colleghi. Già perché, per sua stessa e convinta ammissione, pur facendo inchieste giornalistiche di altissima professionalità, rischiosità ed umanità: «Non sono giornalista – ha ribadito più volte – Non credo serva un tesserino per fare questo mestiere».

Sul piano professionale, Golia nasce animatore nei villaggi turistici. Poi, sei mesi di spola in treno Napoli-Milano per fare provini in Mediaset grazie al fatto che da figlio di ferroviere il treno non lo paga. Finché un giorno, un custode Mediaset lo fa entrare di straforo ai provini di La sai l’ultima? Gli chiedono di lasciare il suo numero di telefono. Lui, insieme al bigliettino lascia alla commissione una caramella Golia. Ed è l’inizio di un lavoro che dura da 24 anni sulle reti berlusconiane.

Diretto, schietto, coraggioso, nelle sue inchieste Giulio Golia negli anni ha affrontato e presentato ai teleutenti le realtà quotidiane delle periferie abbandonate a se stesse; cento storie degli ultimi e della loro dignità; verità nascoste tirate fuori con studio e perseveranza, mandate in onda: «perché la gente deve sapere come stanno davvero le cose». Anche a costo della propria vita: «Problemi per la mia incolumità? Nooo, hanno provato a spararmi solo due volte».

«Ho visitato quasi tutte le periferie d’Italia – ha raccontato ieri sera – quella che mi ha colpito in negativo è quella di Roma: a sei chilometri dal Cupolone c’è gente che vive nel degrado, senza acqua e nessun tipo di servizi. In Africa è normale fare chilometri per portare un secchio d’acqua al villaggio. A Roma, nel 2021, non è ammissibile».

E via così: con le inchieste sulle periferie abbandonate, sulle navi dei veleni, sul caso Vannini che, anche grazie alla sua inchiesta giornalistica, ha portato in galera un’intera famiglia. «La notte dopo la sentenza non sono riuscito a dormire – ha confessato – mi sentivo responsabile in una vicenda dove non aveva vinto nessuno».

Ma il giornalismo d’inchiesta, ovvero la ricerca della verità, è anche questo. «Il 60% delle storie che racconto, lo strazio, l’umanità, il dolore e la sofferenza, mi resta dentro e devo imparare a conviverci perché non racconto storielle, racconto la vita, e la vita è fatta di persone».

Sì, c’è tantissima vita e umanità in questo giullare dei villaggi turistici che alla fine, per mestiere, ha scelto di raccontarcela la vita, nuda e cruda per quello che è. Senza un tesserino rosso, senza un’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti ma con un cuore e un coraggio grandi così!

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