Sconto Tari ed Imu: si può applicare in tutta Italia, ad Ancona no!

Per l’assessore Ida Simonella l’articolo 118/ter del Decreto Rilancio: “Non è applicabile”. La denuncia arriva da Gianluca Quacquarini, consigliere comunale del Gruppo Misto

Ancona, 29 ottobre 2020 – L’articolo 118-ter contenuto nel Decreto Rilancio, “Riduzione di aliquote e tariffe degli enti territoriali in caso di pagamento mediante domiciliazione bancaria” (D.L. 34/2020), recita: “Gli enti territoriali possono, con propria deliberazione, stabilire una riduzione fino al 20 per cento delle aliquote e delle tariffe delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, applicabile a condizione che il soggetto passivo obbligato provveda ad adempiere mediante autorizzazione permanente all’addebito diretto del pagamento su conto corrente bancario o postale“.

Ida Simonella, assessore alle Attività produttive del Comune di Ancona

Su questa base, il consigliere del Gruppo Misto Gianluca Quacquarini ha presentato in Consiglio comunale un’interrogazione urgente dove chiedeva la possibilità di attuare anche ad Ancona uno sconto su dette imposte. La risposta dell’assessore alle Attività produttive Ida Simonella è stata che: “per Tari ed Imu ad Ancona lo sconto previsto dal Decreto non è applicabile”.

«Siamo all’assurdo! – tuona il consigliere Quacquarini – Tale articolo è stato previsto in sede di discussione parlamentare proprio per attuare uno sconto fino al 20% proprio per Tari, Imu e Tasi. Quindi, il legislatore a livello nazionale, secondo l’assessore Simonella, si è sbagliato? Ha previsto qualcosa che va contro un’altra legge? Ricordo che questa agevolazione/riduzione è stata disciplinata dal Decreto Rilancio per andare incontro alle esigenze di tutti!»

Ancona – Gianluca Quacquarini, consigliere comunale del Gruppo Misto

Nel decreto, inoltre, si legge che “Le mancate entrate dovute agli sconti eventualmente attuati saranno compensate con risorse statali”. Vale in tutta Italia, ma evidentemente per gli Amministratori locali non vale per Ancona.

«Per la maggioranza dei cittadini il Comune di Ancona ha previsto solo aumenti per la Tari ed altro, e nessuna agevolazione in questo periodo di stress economico per tutti», ribadisce Gianluca Quacquarini che rivela di aver provveduto: «a depositare contestualmente una mozione che preveda una delibera per attuare anche ad Ancona l’articolo 118/ter del Decreto Rilancio, così da dare la possibilità ai cittadini di poter accedere a risparmi concreti».

Quale sarà il comportamento della Giunta e della Maggioranza dorica quando sarà posta in discussione la mozione? Voteranno a favore delle agevolazioni per gli anconetani oppure non saranno sensibili, come finora dimostrato, alle necessità dei propri concittadini? Non resta che aspettare gli sviluppi.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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