Ancona – Pagamento Tari 2018: tutte le modalità

Aperture straordinarie al pubblico di Ancona Entrate

Ancona – In questi giorni Ancona Entrate sta inviando a casa dei contribuenti l’avviso di pagamento TARI 2018 contenente 2 modelli di versamento F24 precompilati, uno per pagare la 1ª rata ed uno per la 2ª rata riferita al versamento di novembre.

Il versamento della tassa sui rifiuti (TARI) per l’anno 2018 deve essere effettuato in 2 rate con le seguenti scadenze:

  • 1ª rata – 16 MAGGIO 2018
  • 2ª rata – 16 NOVEMBRE 2018

Il versamento della TARI va eseguito esclusivamente tramite il modello di pagamento F24, pagabile presso Banche, Poste, Tabaccai abilitati o attraverso i servizi di home banking.

BOLLETTA PARLANTE”

Anche quest’anno, l’avviso di pagamento TARI recapitato agli utenti rende disponibile un video personalizzato rilasciato online, al quale si può accedere  cliccando sul QRCODE (un codice impiegato per memorizzare informazioni destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone), presente sulla comunicazione inoltrata, ottimizzato per consentirne una semplice lettura dai dispositivi mobili utilizzati dai contribuenti.

Oltre a contenere indicazioni sulle modalità di calcolo, sulla situazione debitoria del contribuente, sugli immobili oggetto della tassa, sul riepilogo dell’ammontare dovuto e sulle rate di pagamento, l’avviso interattivo offre al contribuente la possibilità di procedere con le seguenti azioni:

  • Aggiornare la propria posizione sugli immobili (inserimento e cessazione)
  • Inserire mail e cellulare per comunicazioni da parte del Comune
  • Contattare il call center della Società
  • Collegarsi alla sezione del sito con richiesta di riduzione attraverso modulo ISEE

Attraverso queste azioni il contribuente può generare e ricevere via mail un modulo pdf precompilato, da inviare ad Ancona Entrate per l’aggiornamento della propria posizione.

Per le utenze domestiche

Anche quest’anno è prevista un’agevolazione TARI che riduce il tributo in base a quattro fasce di reddito calcolato ai fini ISEE, a cui corrispondono percentuali di riduzioni diverse, articolate come segue:

– riduzione del 70% da 0 a 5.000 euro

– riduzione del 50% da 5.001 a 10.000 euro

– riduzione del 25% da 10.001 a 20.000 euro

– riduzione del 10% da 20.001 a 25.000 euro

Per ottenere la riduzione si deve presentare la richiesta, su modello predisposto da Ancona Entrate, correlato di copia del modello ISEE in corso di validità, entro la data del 1 ottobre 2018.

APERTURE STRAORDINARIE PAGAMENTO TARI

Ancona Entrate rende noto che in vista della scadenza del pagamento TARI previsto entro il 16 maggio 2018, effettuerà le seguenti aperture straordinarie al pubblico per fornire tutte le informazioni e l’assistenza necessaria ai contribuenti:

GIORNOMATTINAPOMERIGGIO
LUNEDI’ 7 MAGGIO 15.00 – 17.00
MARTEDI’ 8 MAGGIO9.00 – 13.0015.00 – 17.00
MERCOLEDI’ 9 MAGGIO9.00 – 13.00
GIOVEDI’ 10 MAGGIOOrario continuato 9.00 – 16.00
VENERDI’ 11 MAGGIO9.00 – 13.00
SABATO 12 MAGGIO9.00 – 12.00
LUNEDI’ 14 MAGGIO9.00 – 13.0015.00 – 17.00
MARTEDI’ 15 MAGGIO9.00 – 13.0015.00 – 17.00
MERCOLEDI’ 16 MAGGIO9.00 – 13.0015.00 – 17.00

 

Per informazioni è possibile contattare gli uffici al numero verde 800.551.881.

Presso lo sportello al pubblico di Ancona Entrate Srl, via dell’Artigianato, 4 – Ancona (zona Palombare) e presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico – Sede Centrale del Comune di Ancona è possibile ritirare la GUIDA TARI 2018 contenenti tutte le informazioni necessarie per il calcolo ed il versamento del tributo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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