Ancona – Pagamento 2ª rata a saldo Imu e Tasi

Aperture straordinarie degli sportelli di Ancona Entrate

Ancona – Il 18 dicembre 2017 scade il termine per il pagamento della 2° rata a saldo della TASI (Tributo comunale per i servizi indivisibili) e dell’IMU (Imposta municipale propria) dovuta al Comune di Ancona per l’anno 2017.

In vista della scadenza, Ancona Entrate effettuerà delle aperture straordinarie al pubblico per fornire tutte le informazioni e l’assistenza necessaria ai contribuenti:

GIORNOORARIO
Martedì 12 Dicembre  9:00 – 13:00
Mercoledì 13 Dicembre15:00 – 17:00
Sabato 16 Dicembre  9:00 – 12:00
Lunedì 18 Dicembre15:00 – 17:00

 

Pertanto lo sportello al pubblico di Ancona Entrate, sito in via dell’Artigianato, 4 – Ancona (zona Palombare) rimarrà aperto fino al 18 dicembre nei seguenti orari:

GIORNO MATTINAPOMERIGGIO
Lunedì 11 Dicembre9:00 – 13:00
Martedì 12 Dicembre9:00 – 13:0015:00 – 17:00
Mercoledì 13 Dicembre9:00 – 13:0015:00 – 17:00
Giovedì 14 Dicembre10:00 – 16:00
Venerdì 15 Dicembre9:00 – 13:00
Sabato 16 Dicembre9:00 – 12:00
Lunedì 18 Dicembre9:00 – 13:0015:00 – 17:00

 

Per il calcolo è sempre possibile rivolgersi a centri di assistenza fiscale o professionisti. In alternativa, Ancona Entrate mette a disposizione dei cittadini i seguenti servizi:

  • collegandosi al sito internet di Ancona Entrate anconaentrate.it è possibile utilizzare un’applicazione “Calcola la tua TASI – IMU” che effettua il calcolo dell’importo dovuto e consente di stampare il modello di pagamento F24. Per effettuare correttamente il conteggio è indispensabile disporre della rendita catastale aggiornata per tutti gli immobili posseduti: i dati catastali richiesti sono comunque reperibili presso gli uffici dell’Agenzia del Territorio, che fornisce altresì un servizio online gratuito per la consultazione delle rendite catastali.
  • presso gli sportelli al pubblico di Ancona Entrate sarà attivo un servizio di calcolo dell’IMU su appuntamento prenotando tramite il numero verde 800.551.881 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 dal 1 dicembre al 10 gennaio.

Il conteggio sarà effettuato sulla base della documentazione fornita dal contribuente, che resta responsabile del corretto adempimento tributario. Ci si dovrà presentare muniti di visura o di identificativi catastali aggiornati relativi a tutti gli immobili posseduti e di altra eventuale documentazione relativa a condizioni incidenti sulla quantificazione del tributo.

È possibile scaricare dal sito web di Ancona Entrate (www.anconaentrate.it) la Guida IMU e TASI 2017.

Per ulteriori informazioni sull’IMU e sulla TASI, tutti gli interessati, potranno rivolgersi al Front-Office della Società Ancona Entrate Srl, in Via dell’Artigianato 4, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì con orario dalle 9 alle 13, il martedì dalle 15 alle 17 e il giovedì dalle 10 alle 16 oppure contattare il numero verde 800.551.881.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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