10 Nov La sicurezza è la libertà delle persone
La libertà dal timore fa parte dei diritti fondamentali dell’uomo esattamente come la libertà dalla miseria
Ancona, 10 novembre 2025 – A pagina 32 dell’editoriale e dei commenti del Corriere della Sera di domenica 9 novembre Walter Veltroni sostiene che non sia da sottovalutare e ignorare il tema della sicurezza da ritenersi questa come libertà delle persone.
Nonostante i dati registrati dal Viminale mostrino che i reati siano in caduta del 9% tra gennaio e luglio 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, aumenta nelle persone l’insicurezza reale e la percezione del pericolo.

Veltroni scrive che se una ragazza non si sente di uscire di casa la sera o peggio ancora viene aggredita su un treno o un anziano ha paura di prendere la metropolitana, già questo altera i comportamenti e quindi limita le libertà e non ci vuole tanto a capirlo.
Per non parlare del fenomeno degli incidenti stradali e dei pedoni spesso vittime di pirati della strada sotto l’effetto di droghe e alcool. Come non è possibile accettare come normale che grandi quartieri periferici delle città siano oramai sequestrati da trafficanti di droga spacciata a cielo aperto.
Pertanto la politica, che sia di sinistra, che sia di destra, sbaglia a negare che ci sia un problema da risolvere che è quello della sicurezza. Il politologo Luca Ricolfi in un articolo sul Messaggero scrive che non sempre è ben chiara l’importanza della sicurezza e che ci hanno insegnato in tanti, da Isaiah Berlin a Norberto Bobbio, che la libertà dal timore fa parte dei diritti fondamentali dell’uomo esattamente come la libertà dalla miseria.
Solo con politiche sociali nei territori e forme di contrasto alle organizzazioni criminali si potrà rispondere all’emarginazione e al disagio al tempo stesso. La percezione della sicurezza non dipende solo dai dati oggettivi sulla criminalità, ma anche da fattori come il degrado urbano, la visibilità delle forze dell’ordine, le esperienze personali ma anche da ciò che ci viene raccontato dai media.
Anche in contesti dove i reati sono in calo, il senso di vulnerabilità può aumentare, portando le persone a sentirsi esposte e insicure e a ricorrere a sistemi di allarme e antifurto e a misure di protezione personale. Questa tendenza è legata non solo a esigenze reali di sicurezza, ma anche al bisogno psicologico di sentirsi protetti.

Il furto al Louvre
La Corte dei conti francese dopo il recente furto al Louvre, ha evidenziato che per anni il management ha privilegiato spese per operazioni di immagine, trascurando la sicurezza e il Ministro della Cultura ha ammesso una «sottovalutazione cronica e strutturale del rischio di furti». Lo scorso 19 ottobre 2025, i ladri sono riusciti a entrare nel museo attraverso una finestra del primo piano come mostrano le immagini delle telecamere e a fuggire su uno scooter con un bottino stimato di 88 milioni di euro, composto da otto gioielli storici appartenenti alla collezione di Napoleone e dell’Imperatrice.
Le indagini proseguono con l’obiettivo di recuperare i gioielli e identificare tutti i membri del commando. Alcuni di loro sono stati incriminati per complicità organizzata e associazione a delinquere e accusati di partecipazione diretta al furto in quanto appartenenti al gruppo che ha messo a segno il colpo. Le indagini proseguono e gli inquirenti stanno analizzando ulteriori prove, tra cui tracce biologiche e testimonianze.

Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo
Arsenio Lupin celebre ladro gentiluomo maestro del travestimento, astuto e ironico, spesso in lotta con l’ispettore Ganimard è il protagonista di una serie di romanzi polizieschi scritti da Maurice Leblanc a partire dal 1905. Lupin è un personaggio di finzione che incarna l’ideale del ladro perfetto, nessuna traccia, nessun errore, nessuna violenza. Grazie alla sua intelligenza e alla sua astuzia, riesce ad anticipare le mosse degli avversari riuscendo a sfidare le autorità con stile e un codice morale tutto suo, per poi svanire nel nulla. Ma lo scenario che ci propone Leblanc è privo di quella brutalità che caratterizza molti dei crimini di oggi a cui troppo spesso assistiamo impotenti.












