Nuova Sirolese, ko anche a Filottrano

Un autogol di Visciano decide la sfida contro l’Atletico 2008

SECONDA CATEGORIA girone D

 

Atletico 2008 – Nuova Sirolese 1-0

Filottrano. Terza sconfitta su quattro gare di campionato  per la Nuova Sirolese di mister Scaringi. La formazione rivierasca piega la testa anche sul campo del fanalino di coda del girone D di Seconda Categoria, nonché neopromossa, Atletico 2008. Eppure l’inizio partita lasciava presagire un altro risultato per gli ospiti.

La Nuova Sirolese prova a segnare su punuzione
La Nuova Sirolese prova a segnare su punuzione

Che iniziano con il piede giusto, sfiorando più volte il vantaggio nei primissimi minuti di match. Poi, pochi secondi prima del quarto d’ora, arriva invece il vantaggio dei locali. Su un’azione di contropiede dei padroni di casa. Lancio lungo dalla difesa, cross al centro e deviazione decisiva del centrale difensivo Visciano che, nel tentativo di anticipare il centravanti locale, impatta di testa infilando nella propria porta l’ incolpevole Luna.

La Nuova Sirolese si riversa in avanti e attacca per tutto il primo tempo e tutta la seconda parte di gara, senza però trovare mai la via del gol. Complice anche la pessima giornata di quasi tutti i suoi uomini, clamorosamente imprecisi al tiro e capaci di sbagliare spesso anche i passaggi più semplici.

‘’Ci sarà parecchio da lavorare per lo staff tecnico – fanno sapere dalla dirigenza -. Soprattutto sull’aspetto mentale’’. Sabato prossimo si tornerà a giocare in casa contro la solida compagine dei Portuali Calcio, una delle favorite al salto di categoria. D’obbligo il riscatto per la squadra di Scaringi ferma in fondo alla classifica con un solo punto (colto in casa alla prima giornata contro il Cupramontana prima di uscire sconfitta contro Fc Osimo, Labor Santa Maria Nuova e oggi Atletico 2008).

ATLETICO 2008: Capogrosso, Coppari, Tavoloni, Giampieri G., Cacciamani, Morresi, Giampieri S. (35′ st Cardoni), Baldezzi, Falasconi (20′ st Sesterzi), Pasqualini, Stacchiotti (47′ st Branchesi). All. Ricci

NUOVA SIROLESE: Luna, Rosini (25′ st Bezzeccheri), Agosto, Macrolei (38′ st Hancha), Visciano, Carpano, Busco (50′ st Barabani), Scocchera, Babini, Brandoni, Stagnari. All. Scaringi

Arbitro: Frapiccini di Macerata

Rete: 14′ pt autogol Visciano


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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