Week end da sogno per il piccolo centauro osimano Mattia Giraldi

A soli dieci anni sabato 6 e domenica 7 agosto sulla pista di Assen inseguirà il titolo europeo minimoto

Osimo, 3 agosto 2022 – La passione per la moto gli arriva sicuramente da papà Stefano. Ma Mattia Giraldi, all’anagrafe dieci anni, osimano di Campocavallo, ha dalla sua grinta, determinazione e, non potrebbe essere diversamente, tanta ma tanta tecnica.

Così da due anni ha iniziato a frequentare i circuiti italiani riservati alle minimoto.

Il debutto ufficiale è stato nel 2021 nella categoria Junior A. Un approccio avvenuto con umiltà che ha consentito al giovanissimo marchigiano di iniziare a confrontarsi con i più promettenti piloti d’Italia.

Mattia Giraldi in piena azione

Quest’anno il naturale passaggio alla categoria Junior B ha portato evidenti miglioramenti. Una crescita tecnica e di risultati costante con una serie di piazzamenti intorno alla quinta posizione. Fino a centrare poche settimane fa sul circuito di Cervia il terzo gradino.

Valutando proprio le qualità naturali e la crescita del piccolo centauro osimano, il suo tecnico Stefano Cruciani, ex pilota professionista, ha deciso con il team di iscrivere Mattia al campionato Europeo (civ Junior categoria B) che si terrà in Olanda, ad Assen, in questo fine settimana. Il miglior modo per mettersi in gioco con i più talentuosi centauri europei.

Per consentire di affrontare la costosissima trasferta, papà Stefano si è mosso sul territorio per raccogliere sponsor. Non senza qualche difficoltà il miracolo però alla fine si è compiuto.

Sabato 6 e domenica 7 agosto, tutti gli occhi degli appassionati marchigiani saranno a questo punto unicamente per il piccolo Mattia che sta affrontando la trasferta olandese con un pizzico di sana tensione ma con la consapevolezza di volersi far notare.

Piccoli campioni crescono. Ma la stoffa sembra quella giusta.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

© riproduzione riservata


link dell'articolo