Volley, Lardini un Santo Stefano da sogno

Le rosanero sbancano nettamente anche Pesaro nello scontro al vertice

A2 femminile

Pesaro – Filottrano 1 – 3
20-25, 17-25, 25-15, 23-25

Pesaro. La Lardini Filottrano sembra non conoscere ostacoli. Vince la dodicesima partita di fila, aggiudicandosi anche il derby nella penultima giornata di andata. Che è anche il big match di giornata, lo scontro al vertice. A Pesaro. Nel giorno di Santo Stefano.

In visibilio le seicento persone salite da Filottrano in un Pala Campanara al limite della capienza. Che applaude l’ennesima impresa delle Lardinette. Stavolta in quattro set.

La Lardini alza il muro
La Lardini alza il muro

I primi due perfetti. Con il muro che sfianca e annienta le padrone di casa. «Sono stati due set perfetti» l’etichetta data da coach Massimo Bellano all’inizio partita delle sue ragazze.

Con il fondamentale del muro a fare la differenza oltre alle fast di Cogliandro. Filottrano lo alza prima con Bosio (17-19), e tira su una vera e propria diga poi con Mazzaro (tre muri di fila per il 17-23) che indirizza la prima frazione.

Nella seconda frazione l’equilibrio viene spezzato ancora dal muro filottranese. Ben sette quelli vincenti delle ospiti nel secondo parziale. Negrini prima e una granitica Mazzaro poi stoppano l’attacco di Pesaro. I block di Cogliandro e Bosio (due di fila), accompagnano la Lardini al 13-21. Ben presto arriva il doppio vantaggio.

Filottrano patisce le locali solo nel terzo parziale, con le pesaresi che spingono in attacco e al servizio con Kiosi. Set che prende ben presto la via pesarese. «È stato difficile, siamo un po’ usciti di partita. Il quarto invece  me l’aspettavo che fosse così» continua il tecnico della capolista.

Una battaglia con la Lardini che va sotto. Soffre, sbuffa, ma poi risorge, piazzando il colpo del ko definitivo in volata.  «Le abbiamo date e le abbiamo prese. Alla fine però siamo usciti vincenti».

Lo spettacolo dei tifosi rosanero a Pesaro
Lo spettacolo dei tifosi rosanero a Pesaro

Grazie anche alla grande spinta dei tifosi. E alle qualità e alla forza di una squadra che sa trovare i giusti e pronti rimedi al momento giusto per risolvere le situazioni difficili.  La difesa e la fast di Cogliandro consegnano due match point alla Lardini. Poco male il servizio sbagliato, perché Mazzaro piazza l’ennesimo muro che sancisce la chiusura del match con i tre punti che finiscono nella cassaforte filottranese.

Solo l’8 gennaio si ritornerà in campo. Per l’ultima partita del girone di andata. Casalinga. Con Filottrano che ospiterà Caserta. Il 2016 si chiude con la Lardini sempre più sola in testa alla classifica con 34 punti. Sette punti di vantaggio sulla seconda, Pesaro, ben dieci, sulla terza, Legnano. Neanche il tifoso più acceso avrebbe previsto un girone di andata così travolgente.
MYCICERO PESARO: Di Iulio 2, Kiosi 11, Mastrodicasa 10, Olivotto 12, De Gradi 11, Santini 8, Ghilardi (L); Gamba, Bussoli 1, Pamio 2, Rimoldi, Tonello. All. Bertini – Burini

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 6, Vanzurova 13, Mazzaro 12, Cogliandro 11, Negrini 5, Scuka 14, Feliziani (L); Tosi 2, Galazzo 1, Cappelli 1. N.e.: Marangon, Rita. All. Bellano – Quintini

Arbitri: Grassia e Bellini


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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