Volley – La Lardini ha fatto tredici

Anche il 2017 si apre con una vittoria per la squadra di Bellano. Caserta ko in tre set

Volley A2 femminile
Filottrano – Caserta 3 – 0
25-19, 25-20, 25-18

Osimo. Nuovo anno, ma vecchie abitudini per una Lardini che sa solo vincere. Almeno in questa stagione. Facendo tredici sulla personale schedina. Il 2017 si apre bene per Filottrano che schianta in poco più di un’ora (68’) Caserta che ha cambiato in panchina, è arrivato coach Bonafede, ma che dovrà rinforzare anche il roster dopo la partenza del cecchino Percan.

Un attacco di Scuka
Un attacco di Scuka

Buon per la Lardini che non si deconcentra. Basta vedere la partenza della capolista nella frazione iniziale. Un terrificante 7-0 che annichilisce le avversarie. ‘’Siamo stati bravi a scavare un bel divario nei primi due set. Meritato, perché l’abbiamo cercato e creato – ha detto coach Massimo Bellano alla fine della fiera-’’.

Che temeva questa partita, ma ha caricato a dovere Negrini e compagne che non lo hanno tradito. Tutto facile nel primo set per le padrone di casa nonostante i cinque muri di un Caserta che però sbaglia tanto, compreso l’ultimo punto che arriva per un regalo ospite, con un’invasione a rete.

Nel secondo set è sempre Filottrano ad aprire ancora il gas, colpendo con Vanzurova e alzando il muro di Mazzaro e Scuka. La Lardini continua a tenere altissimo il livello di gioco, con Vanzurova e Negrini e con una Cogliandro alquanto prolifica.  Pascucci cerca di riaprire il match (10-4). Invano. Un ace di Negrini chiude il set.

Muro Mazzaro - Vanzurova
Muro Mazzaro – Vanzurova

Maggior equilibrio nel terzo set, ma Filottrano comanda sempre, scavando subito un bel break all’avvio. E’ la solita Pascucci, ma anche Boriassi a muro a cercar di tenere in partita la  Volalto. Senza successo. Perché la Lardini quando decide di chiudere lo fa. Il terzo muro personale di Mazzaro manda in archivio la sfida per il tredici griffato Lardini sulla personale schedina del campionato.

‘’Sono contento della prestazione delle ragazze perché era una partita che temevo. Anche perché siamo reduci da dieci giorni dove abbiamo caricato in maniera importante e dove non sono mancati problemi di stagione’’. Sotto forma di influenza, domata anche quella da una Lardini davvero superlativa. Che chiude imbattuta il girone di andata, con 37 punti in classifica (+ 7 sulla seconda Pesaro), e che dovrà affrontare Palmi in Coppa Italia, nella sfida di andata e ritorno valida per i quarti di finale. Andata mercoledì 18 in Calabria, ritorno il 25 al PalaBaldinelli.

LARDINI FILOTTRANO: Bosio, Vanzurova 16, Mazzaro 4, Cogliandro 10, Negrini 4, Scuka 14, Feliziani (L); Tosi, Galazzo, Rita 1, Cappelli, N.e.: Marangon (L2), Pizzichini. All. Bellano – Quintini

VOLALTO CASERTA: Agrifoglio 4, Pascucci 8, Strobbe 8, Mio Bertolo 6, Bartesaghi 3, Astarita 8, Cecchetto (L); Boriassi 2, Aquino 1, Barone (L2). N.e.: Avenia. All. Bonafede – Russo

Arbitri: Somansino (Te) e Mattei (Mc)


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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