Volley – Filottrano, amaro il risveglio dopo il trionfo in Coppa

Primo ko stagionale in trasferta per la Lardini

Volley A2 femminile
Trentino – Filottrano 3-2
25-21, 25-19, 19-25, 14-25, 19-17

Trento. Arriva anche la prima sconfitta stagionale in trasferta per la Lardini. Sulle montagne trentine. Stavolta la salita fa male alle filottranesi (orfane di Galazzo in panchina), che si piegano in cinque set alla squadra di Iosi dopo aver sprecato due match ball. Portando via solo un punto. Facendosi recuperare due punti da Pesaro che invece stende in tre set San Giovanni Marignano. In casa. Ora sono cinque i punti di vantaggio della capolista Filottrano sulla seconda in classifica, Pesaro.

Trentino - Filottrano. Un attacco di Scuka
Trentino – Filottrano. Un attacco di Scuka

Vanzurova vuol ripetere la strepitosa gara giocata nella finalissima di Coppa Italia vinta giusto una settimana prima contro Pesaro. Parte bene l’opposta filottranese, ma il primo strappo lo firma la Delta Informatica con l’ace di Kijakova (5-3) e il mani out dell’ex Coppi (7-5), recuperata dopo l’infortunio alla caviglia occorso nella semifinale di ritorno di Coppa Italia al PalaBaldinelli. La Lardini prova a prendere il largo (10-15), ma tre errori in attacco e i punti di Fondriest lanciano Trentino a vincere il primo set.

La Lardini prova a risorgere con la coppia Mazzaro-Negrini, ma è sempre Fondriest a sbarrare la strada alle ospiti. Oltre a Kijakova su di giri (6 punti con il 60% in attacco), come tutta la Delta Informatica estremamente efficace in fase offensiva (53%) che vola presto in doppio vantaggio.

Bellano cerca di pescare dalla panchina, ma è solo dal terzo set che inizia la rimonta filottranese. È Cogliandro a suonare la sveglia alle rosanero con le fast, a muro e in battuta oltre ai punti di Vanzurova e Scuka.

Cogliandro resta una spina nel fianco della Delta anche nel quarto set, con una Lardini che ritrova fluidità di gioco e colpi d’attacco (59% totale). Vanzurova viaggia al 75% in attacco e l’ace di Scuka fanno prendere decisamente il largo a Filottrano (9-21) che costringe le locali al tiebreak.

Nel quinto set è un continuo ribaltamento di fronte. Ci vogliono i vantaggi. Filottrano ha la possibilità pure di portarsi a casa la vittoria, ma non riesce a sfruttare l’opportunità. Quella che invece non si fa sfuggire Fondriest che mura definitivamente Filottrano.

Domenica la Lardini tornerà a giocare al PalaBaldinelli ospitando Olbia. Un match da non sbagliare.

DELTA INFORMATICA TRENTINO: Moncada 5, Aricò 16, Rebora 11, Fondriest 17, Kijakova 15, Coppi 10, Zardo (L); Montesi, Bogatec, Antonucci, Bortoli. All. Iosi – Avi.

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 4, Vanzurova 23, Mazzaro 7, Cogliandro 16, Negrini 7, Scuka 19, Feliziani (L); Tosi 2, Rita, Cappelli 2. N.e.: Marangon (L2), Paparelli. All. Bellano – Quintini.

Arbitri: Di Bari e De Sensi


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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