Tutto pronto per l’esordio de la Nef Osimo in campionato

Coach Masciarelli: “Siamo ad un buon punto del nostro percorso di crescita”

Osimo, 22 gennaio 2021 – Si torna a fare sul serio per la Nef Osimo. Dopo un’attesa di quasi un anno, il campionato di serie B apre le danze proprio questo fine settimana, con la squadra di coach Roberto Masciarelli che ospiterà Alba Adriatica in quella che è già una sfida importante. I “senza testa”, nonostante il periodo particolare, hanno avuto un interessante precampionato con alcune amichevoli giocate a buon livello.

Coach Masciarelli non vuole far abbassare la guardia ai suoi, concentrandosi solo su questo esordio. «Arriviamo a questo appuntamento abbastanza bene – esordisce l’allenatore giallorosso – con un precampionato molto lungo e quindi siamo pronti a calpestare il parquet di gioco per riassaporare il gusto di una vera partita di campionato condita con dell’agonismo».

Osimo – Coach Roberto Masciarelli 

La problematica di un po’ tutte le squadre è rientrare nell’ottica di una partita vera, con la concentrazione giusta. «Alba è una buona compagine e conosciamo gli elementi in rosa, anche se non sappiamo bene come si struttura come squadra – prosegue il coach – Dovremo essere bravi noi a studiare l’avversario ed agire di conseguenza. Siamo partiti con una squadra generalmente con un’età bassa, e questo ha fatto sì che i giovani abbiano avuto tempo per migliorarsi, mentre per i più esperti è stato difficile a volte trovare le giuste motivazioni, mancando il fattore partita, e per questo abbiamo fatto svolgere degli impegni differenziati in base alle fasce d’età. Però possiamo dire che  siamo ad un buon punto del nostro percorso di crescita».

Fischio d’inizio sabato 23 gennaio alle ore 17.30 al PalaBellini di Osimo. Dirigono l’incontro Alessandra di Virgilio e Lorenzo Marini.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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