Steccano la prima i Portuali Ancona a casa del San Biagio

Andata primo turno di Coppa Marche di Prima Categoria

ASD SAN BIAGIO – PORTUALI CALCIO ANCONA 3 – 1

Osimo, 9 settembre 2018 – Non parte in modo positivo, almeno dal punto di vista del risultato, la stagione ufficiale dei Portuali Calcio Ancona. I ragazzi di Ceccarelli rimediano un pesante 3-1 sul campo del San Biagio nell’andata del primo turno di Coppa Marche.

Tuttavia sono diverse le cose da salvare, prima fra tutte la prestazione individuale di Enrico Persiani inserito nella ripresa ed autore della rete della bandiera che tiene aperte le speranze in vista del match di ritorno.

Osimo – Prima gara ufficiale della stagione 2018/2019 per il San Biagio in casa contro i Portuali Ancona nella Coppa Marche di Prima Categoria

Primo tempo abbastanza equilibrato, sbloccato dai padroni di casa grazie al goal di uno scatenato Piccini, il migliore in campo. Nella ripresa è lo stesso numero sette osimano che trafigge per altre due volte l’estremo di giornata Occhiodoro mandando in orbita i suoi.

I cambi di mister Ceccarelli scuotono un po’ i Dockers, che nel finale, riacquistano la loro proverbiale verve combattiva. La reazione ospite trova così il giusto premio, come detto sopra, con la rete dell’ex Persiani che rappresenta l’ultima emozione prima del triplice fischio del signor Tasso di Macerata. Sabato prossimo il ritorno ad Ancona.

Tabellino:

ASD SAN BIAGIO: Carbonari, Cingolani, Brandoni, Belloni, Silvestrini, Durazzi, Piccini (Dal 43st Socci), Pancaldi, Marziani, Paesani (Dal 28st Gatto), Mazzocchini (Dal 20st Mobili) All. Marincioni

PORTUALI CALCIO ANCONA: Occhiodoro, Massetti, Zagaglia (Dal 17st Orciani M.), Orciani F., Santarelli (Dal 20st Lombardi M.), Rocchini, Vergani (Dal 17st Cesaroni), Tunnera (Dal 17st Persiani), Petitti (Dal 38st Rossetti), Lombardi T., Busilacchi All. Ceccarelli

Arbitro: Tasso di Macerata

Reti: 25° pt, 12° st e 16° st Piccini, 35° st Persiani

Ammoniti: Silvestrini, Pancaldi, Vergani, Santarelli

 

di Giuseppe Gallozzi 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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