Passatempese, è proprio un Belvedere

Scivolone inaspettato dei gialloblu sul proprio campo

Promozione girone A
Passatempese – Belvedere 0 – 2

Osimo. Lo scivolone che non ti aspetti. Altro che ritorno alla vittoria per la Passatempese dopo il pareggio sul campo del Villa Musone.

Azione concitata a centrocampo della Passatempese
Azione a centrocampo della Passatempese

La Passatempese cade sul proprio campo a opera di un Belvedere determinato e cinico che sfrutta due delle poche occasioni avute. ‘’Purtroppo stiamo qui a raccontare di un’altra partita in cui è mancato il gol – racconta l’allenatore della Passatempese, Simone Strappini -. Abbiamo creato tanto, ma non riusciamo a essere incisivi negli ultimi metri. Massima fiducia comunque agli attaccanti che ho a disposizione. Sia a Ghergo che a Staffolani che piano piano recuperano totalmente dall’infortunio di inizio stagione’’.

Nel primo tempo solo la Passatempese pericolosa seppur con le defezioni di Capotondo, Nemo e Mattia Mezzanotte. L’azione più limpida capita sui piedi di Maraschio, ma è bravo il portiere ospite a sventare con un grande intervento il pericolo; anche Iannaci ha l’occasione propizia, ma il tiro del difensore centrale a botta sicura è respinto sulla linea da Gianluca Mezzanotte, suo compagno di squadra.

Staffolani al rientro dal primo minuto
Staffolani al rientro dal primo minuto

Nella ripresa la squadra di casa ci prova con Ghergo che a tu per tu con il portiere non riesce a far gol. Riesce a gonfiare la rete invece nel finale, e per ben due volte, il Belvedere che con la doppietta di Onourah si porta a casa tre punti alquanto preziosi.

Dopo la sosta natalizia la Passatempese è attesa da due partite molto insidiose: due trasferte. La prima sul campo della Vigor Castelfidardo, la seconda su quello dell’Atletico Alma.

PASSATEMPESE: Moscoloni, Di Chiara, Zoli, Iannaci, Strappini Marco, Mandolini, Mezzanotte Gianluca (36′ st Stortoni), Nicoletti Pini, Ghergo, Maraschio (32’ st Caporaletti), Staffolani. All. Strappini S.

BELVEDERE:  Buriani, Clementi, Gatti, Moreschi, Costarelli, Caporaletti, Onourah, Pistelli, Belardinelli (22’ st Bassotti), Bresciani (45′ st Sina), Ambrosi. All. Moretti

Arbitro: Diotallevi di Pesaro

Reti: 37’ st e 48′ st Onourah


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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