Passatempese e Moie Vallesina non si fanno male

Partita maschia al Muzio Gallo, ma finisce senza reti

Promozione girone A

Passatempese – Moie Vallesina 0-0

Osimo. Quinto risultato utile consecutivo per la Passatempese. ‘’Dovremo continuare su questa strada – dice mister Simone Strappini -. Perché nel prossimo turno ci aspetta il derby contro l’Osimana’’. La mente dei passatempesi corre già al prossimo impegno. La stracittadina contro l’Osimana da affrontare  sabato in trasferta. Al Diana.

Attimi di nervosismo nel secondo tempo
Attimi di nervosismo nel secondo tempo

Oggi al Muzio Gallo intanto è finita 0-0 la sfida tutta anconetana contro il Moie Vallesina. Partita molto maschia, soprattutto nel secondo tempo, giocata spesso a centrocampo. Poco spettacolare.

Con un Moie Vallesina protagonista nello scorcio iniziale dell’incontro. Per sfortuna. Dopo pochi giri di lancette un doppio infortunio (stiramento nella stessa azione per Biagioli e Capecci) costringono mister Latini a ricorrere alla doppia sostituzione. Poi per un paio di azioni con Spinelli che non centra da pochi passi la porta e con un tiro di Morbidelli di poco alto sulla traversa. Nel finale di primo tempo esce fuori la Passatempese: un tiro cross di Petitti, una punizione di Caporaretti con i locali a protestare per un presunto tocco di mani in barriera e proprio negli ultimi secondi prima del duplice fischio un bel colpo di testa di Mattia Mezzanotte terminato di poco fuori.

Nella ripresa molto forcing locale, ma l’azione più nitida capita al Moie Vallesina con una punizione dalla distanza di Mastri con la palla che colpisce il palo esterno. La partita diventa a tratti spigolosa, con gli ospiti che protestano per alcune decisioni arbitrali. Finisce 0-0.

‘’Un buon punto contro una squadra forte e quadrata. Abbiamo dimostrato che siamo una formazione in salute concentrata e determinata. Dovremo lavorare tantissimo per migliorarci negli ultimi trenta metri’’ chiude mister Strappini.

PASSATEMPESE: Moscoloni, Candidi (17’ st Nemo), Graciotti (35’ st Maraschio), Iannaci, Strappini M., Zoli, Mezzanotte G., Capotondo, Caporaletti (23’ st Ghiergo), Mezzanotte M., Petitti.  All. Strappini

MOIE VALLESINA: Cerioni, Morbidelli, Minotti, Birarelli, Spinelli, Balleelo, Capecci (5’ pt Mastri), Mosca, Biagioli (5’ pt Federici), Wu, Faccenda (30’ st Nacciarriti).  All. Latini

Arbitro: Henczes di Ancona


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

© riproduzione riservata


link dell'articolo