Passatempese, addio Coppa

Al Muzio Gallo finisce 2-2 contro il Moie

Coppa Italia Promozione

 

Passatempese – Moie Vallesina 2 – 2

Osimo. Doveva vincere e anche con un largo punteggio (per via della sconfitta per 3-1 subita nella prima giornata sul campo della Vigor Castelfidardo), per non gettare al vento le ultime speranze di qualificazione, invece la Passatempese nel pomeriggio non va oltre il pari contro il Moie Vallesina al Muzio Gallo ed è eliminata dalla competizione tricolore. Il passaggio del turno se lo giocheranno nella terza e ultima giornata della seconda fase  Moie Vallesina e Vigor Castelfidardo con i primi costretti a vincere per proseguire il cammino.

Un'azione pericolosa del Moie
Un’azione pericolosa del Moie

‘’Massimo rispetto per la Coppa Italia, ma dobbiamo pensare soprattutto al campionato – il pensiero di mister Simone Strappini della Passatempese-’’. Che non disdegna il turn over per impiegare coloro che hanno trovato meno spazio in questo inizio stagione. Nonostante tutto la Passatempese va in vantaggio in entrambe le occasioni e sempre su calcio di rigore. ‘’Alla fine però il pareggio è stato il risultato più giusto. E’ vero che abbiamo creato tante occasioni, ma non siamo riusciti a finalizzarle’’.

Il primo penalty è decretato per atterramento di Censori: Ghergo – che colpise nel primo tempo anche una traversa a tu per tu con il portiere – dagli undici metri non sbaglia. Un pastrocchio difensivo spiana successivamente la strada agli ospiti per il gol del pareggio che arriva a fine primo tempo con Nacciariti.

Nella ripresa entrambe le reti arrivano proprio nel finale. Ghergo si procura e calcia il rigore che vale la doppietta personale, ma dopo due minuti un gran tiro dalla distanza di Wu riporta definitivamente il risultato in parità.

Dopo la parentesi in Coppa, la Passatempese sta già pensando al campionato con la sfida casalinga di sabato contro il Gabicce Gradara.

PASSATEMPESE: Moscoloni, Borgognoni (31′ pt Violini), Graciotti, Quercetti, Stortoni, Morra (29′ st Salciccia), Censori, Empoli (15′ st Nemo), Ghergo, Mezzanotte M., Petitti. All. Strappini.

MOIE VALLESINA: Balestra, Pierini, Minotti, Morbidelli, Spinelli, Ballaello (1′ st Carloni), Morazzini, Carbone (1′ st Wu), Pieralisi, Mastri, Nacciariti (23′ st Capecci). All. Latini

Arbitro: Curia di Ascoli

Reti: 30′ pt (rig) e 42’ st (rig) Ghergo, 43′ pt Nacciariti, 44′ st Wu


2 commenti alla notizia “Passatempese, addio Coppa”:

  1. Edoardo says:

    Borgognoni sostituito al 31′ ST, non pt

Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

© riproduzione riservata


link dell'articolo