Osimo: I verdetti del Cross Nazionale di atletica

Nel 5° Cross Valmusone, terza e ultima prova indicativa per gli Europei, vincono il 21enne emiliano Simone Colombini e la piemontese Valeria Roffino

Osimo – Un successo anche quest’anno il 5° Cross Valmusone a Osimo. Nell’evento allestito dall’Atletica Amatori Osimo del presidente Alessandro Bracaccini, arrivano gli ultimi verdetti del trittico di gare in questa parte di stagione per la corsa campestre nazionale.

Osimo – Simone Colombini (foto Sauro Strappato)

A livello assoluto festeggiano la vittoria Simone Colombini (La Fratellanza 1874 Modena) e Valeria Roffino (Fiamme Azzurre) nella terza prova indicativa per gli Europei di cross del 10 dicembre a Samorin, in Slovacchia.

Osimo – Valeria Roffino (foto Sauro Strappato)

Tra gli uomini il 21enne siepista emiliano in 30:20 su un percorso piuttosto impegnativo di 10 km precede il coetaneo e compagno di club Alessandro Giacobazzi (30:25), recente vincitore alla maratona di Torino, mentre il terzo posto è del lombardo Michele Fontana (Aeronautica, 30:26).

Al femminile la 27enne biellese con un allungo nel finale chiude in 23:52 dopo 7 chilometri e replica il successo ottenuto a Levico Terme all’inizio di novembre, per lasciarsi alle spalle Silvia La Barbera (Cus Palermo, 23:59), che invece era riuscita a batterla due settimane fa a Sgonico, e l’altra piemontese Martina Merlo (Aeronautica, 24:00).

Osimo – La partenza della gara maschile (foto Sauro Strappato)

In una mattinata dal clima tipicamente autunnale, con vento e pioggia a tratti, disputate anche le due inedite gare sui 2 chilometri in vista della staffetta mista alla rassegna continentale, vinte da Mohad Abdikadar (Aeronautica, 5:31) e dalla 18enne Gaia Sabbatini (Atl. Gran Sasso Teramo, 6:22). Nelle sfide giovanili si affermano gli azzurrini Sergiy Polikarpenko (Cus Torino, 18:12 sui 6 km), vicecampione europeo juniores dei 10.000 su pista, e la 17enne trentina Nadia Battocletti (Atl. Valli di Non e Sole), bronzo continentale U20 nei 3000 metri, con 13:10 al termine dei 4 chilometri sugli spazi verdi intorno al campo scuola della Vescovara.

Osimo – Sergiy Polikarpenko (foto Gianni Le Moglie)

Tra gli atleti delle Marche, quattordicesima tra le under 20 la portacolori di casa Azzurra Ilari, filottranese dell’Atletica Amatori Osimo, e sedicesimo posto dell’ascolano Stefano Massimi (Sef Stamura Ancona) nella gara assoluta maschile. Sui 2 chilometri le pesaresi Eleonora Vandi e Ilaria Sabbatini, ambedue dell’Atletica Avis Macerata, chiudono rispettivamente quarta e quinta, mentre Simone Barontini (Sef Stamura Ancona) finisce decimo.

La manifestazione organizzata in sinergia con i Comuni di Filottrano, Recanati, Loreto e Montefano, oltre a quello di Osimo, era abbinata alla quarta e ultima prova del Campionato regionale di corsa campestre master, con lo svolgimento anche di gare dedicate al settore promozionale con esordienti, cadetti e ragazzi.

Osimo – I primi quattro classificati nella categoria assoluta maschile (foto Gianni Le Moglie)

A fare gli onori di casa Alex Andreoli, assessore allo sport del Comune di Osimo, insieme a Paola Andreoni, presidente del consiglio comunale di Osimo, con Fabio Luna, presidente Coni Marche, e Rossano Bartoli, segretario della Lega del Filo d’Oro. Presenti il direttore tecnico nazionale giovanile e allo sviluppo Stefano Baldini, campione olimpico della maratona ad Atene 2004, e Orlando Pizzolato, vincitore di due edizioni della maratona di New York, con il professor Luciano Gigliotti, tecnico degli olimpionici azzurri Bordin e Baldini.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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