Osimo capitale dell’atletica nazionale

Circa 400 atleti attesi domenica alla Vescovara per il 4° Trofeo della Val Musone

Osimo. La grande atletica sbarcherà a Osimo. Domenica prossima, al campo della Vescovara, dove si correrà il 4° Trofeo della Val Musone, valido come ultima e indicativa prova per la formazione della squadra Nazionale per i Campionati Europei di Corsa Campestre 2016.

A organizzare il grande appuntamento – con i migliori protagonisti a livello nazionale – l’Atletica Amatori Osimo Bracaccini che – dopo i passati successi delle altre tre precedenti edizioni – vede assegnata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera l’organizzazione di questa importante rassegna crossistica che vedrà impegnati circa quattrocento atleti.

cross

Un appuntamento, spettacolare e alquanto appassionante, voluto fortemente dalla Bracaccini, ma condiviso dai comuni di Osimo, Filottrano, Recanati, Loreto e Montefano. Vicine alla manifestazione anche istituzioni di prim’ordine come Regione Marche, il Coni Provinciale e Regionale, Panathlon International Club e la Lega del Filo d’Oro .

In gara categorie maschile e femminili dei Cadetti, Ragazzi, Esordienti, Allievi, Senior e Promesse oltre ai Master e agli Juniores: in quest’ultima vorrà essere gran protagonista la ragazza di casa Azzurra Ilari che punta a indossare l’azzurro nella rassegna continentale. La prima partenza è fissata alle ore 9:30, l’ultima alle 12:45.

Atletica, ma anche solidarietà racchiusa nel pasta party alla Amatriciana: parte dell’incasso sarà devoluto alla popolazione colpita dal sisma,

Un momento della conferenza stampa di presentazione tenuta presso il Comune di Osimo
Un momento della conferenza stampa di presentazione del 4°Trofeo della Val Musone di corsa campestre, tenuta presso il Comune di Osimo dall’Atletica Amatori Osimo Bracaccini

Durante lo svolgimento dell’intensa giornata sportiva è prevista anche una premiazione speciale da parte della Fidal Marche riferita ai risultati finali del Grand Prix Master su Strada 2016 Marche.

«È un evento che oltre a essere un importante veicolo di immagine delle nostre bellezze artistiche e storiche presenti nelle nostre comunità territoriali, porta il nostro territorio al centro della scena nazionale – le parole del presidente Alessandro Bracaccini durante la presentazione ufficiale presso la Sala Comunale -. Siamo orgogliosi e onorati di essere riusciti a organizzare qui a Osimo una gara così importante, resa possibile grazie alle istituzioni pubbliche e sportive regionali. Riconoscimento che cercheremo di onorare».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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