Osimana tris vincente al quotato Barbara

PROMOZIONE girone A

 

OSIMANA – BARBARA  3 : 1

Osimo. Stavolta l’Osimana non sbaglia l’approccio come contro il Moie Vallesina alla prima di campionato dove era arrivato solo un punto. L’esordio casalingo regala tre punti e tre gol alla squadra di mister Christian Ceccacci. Facendo gioire i propri tifosi. Ko il quotato Barbara che alla prima aveva steso il Villa Musone.

Ultras dell'Osimana in festa
Ultras dell’Osimana in festa

Osimana in  gol al 19’. Bediako porta in vantaggio i suoi con un bel colpo di testa dopo un gran pallone servitogli da Colletta. Il Barbara si rende pericoloso con Api, Polenta risponde presente.

Nel secondo tempo arriva il raddoppio. Dopo una felice triangolazione Persiani-Gabbanelli con quest’ultimo che infila nell’angolino il portiere ospite. Arriva il secondo gol, ma anche il secondo cartellino giallo per Bediako per aver lanciato la palla in tribuna. Osimana in dieci, ma i senzatesta stringono i denti. Siglando, nelle difficoltà per l’inferiorità numerica, addirittura il 3-0. La firma è di Giuliani con un bel diagonale su servizio di Campanelli. Nel ribaltamento di fronte segna Matteo Renani, ma la partita per i gialloblu di Barbara è compromessa. Definitivamente.

‘’Una grande partita da parte dell’Osimana’’ attacca mister Ceccacci che elogia i suoi. ‘’Contro un avversario sicuramente di spessore. Nella fase iniziale della partita il nostro portiere ha fatto due bellissimi interventi tenendo inviolata la porta, poi siamo cresciuti e dopo alcune occasioni abbiamo concretizzato con Bediako. Siamo riusciti a controllare la partita fino alla fine del primo tempo. Nel secondo, dopo il doppio vantaggio, siamo stati bravi a soffrire con l’uomo in meno. Da applaudire chi è entrato in corsa. Mi è piaciuta la prova di carattere e di qualità della squadra’’.

Nel prossimo turno l’Osimana andrà a far visita alla Fc Senigallia.

OSIMANA: Polenta, Castorina, Durazzi, Colletta, Brasili, Postacchini, Bediako, Ferri, Raimondi (41’ st Baro), Gabbanelli (22’ st Campanelli), Persiani (23’ st Giuliani). A disp. Vaccarini, Lucaroni, Leonardi, Beccerica. All. Ceccacci

BARBARA: Campana, Angeletti, Brunori (19’st Filipponi), Carboni N., Alessandrini, Fiordelmondo, Fiori (14’ st Renani Matteo), De Angelis, Api, Carboni M., Faris (48’ st Toderi). A disp. Quagliani, Carletti, Maggio, Tagliavento. All. Ciattaglia

Arbitro: Renzi di Pesaro

Reti: 19’ pt Bediako, 9’ st Gabbanelli, 37’ st Giuliani, 38’ st Renani Matteo

Note: espulso al 10’ st Bediako per doppia ammonizione


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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