Osimana sei poco Real

È il Metauro a prevalere di misura sui giallorossi

Promozione girone A

Real Metauro – Osimana 3-2

Calcinelli. Una delle migliori prestazioni stagionali, ma l’Osimana esce a mani vuote dal campo della Real Metauro. Una partita in perenne e vana rimonta per la squadra di Ceccacci che spreca troppo e viene punita dalla formazione del Metauro che una settimana prima aveva subito addirittura sei gol dal Villa Musone.

Mister Cristian Ceccacci
Mister Cristian Ceccacci

Oggi la squadra di Ivan Rondina ne rifila tre a Vaccarini e compagni grazie alla doppietta di Alberto Rondina, un gol per tempo, e al guizzo di Bracci. L’Osimana riesce a pareggiare per due volte, grazie ai gol di Pericolo e Persiani. Potrebbe anche impattare per la terza volta, ma spreca troppo.

‘’Parlare della prestazione odierna mi viene veramente difficile. Soprattutto pensare di aver perso anche questa partita è incredibile – lo sfogo di mister Ceccacci -. Per come abbiamo subito il gol e per come abbiamo sbagliato certe realizzazioni che ci avrebbero regalato addirittura  i tre punti’’.

I giallorossi invece non ne colgono neanche uno. Sbagliano tanto, anche a un metro dalla porta. Gol che sembrano fatti. Sembrano… ‘’In quei frangenti ho avuto il segnale che forse non avremmo vinto la partita – ammette Ceccacci – abbiamo avuto anche altre occasioni sul tre a due  per pareggiarla, ma purtroppo il destino sembrava segnato’’.

Ai senzatesta non è bastata una buona supremazia territoriale. E’ mancata la cattiveria sotto porta. ‘’Purtroppo quando si commettono certi errori grossolani è giusto perdere’’ l’onesta analisi finale dell’allenatore osimano.

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Troppi errori per l’Osimana contro il Real Metauro

Giorni difficili per l’Osimana che sabato è attesa dal derbyssimo casalingo contro una Passatempese in crescita e reduce da cinque risultati utili consecutivi.

REAL METAURO: Petrini, Parmegiani, Vagnini (12’ pt Boiani), Omiccioli, Gasparini, Pagnoni, Sbrega , Bracci, Sorcinelli (1’st Pedini), Traiani (12’ st Rosaverde), Rondina A. All. Rondina I.

OSIMANA: Vaccarini, Leonardi, Baro, Postacchini, Durazzi, Gabbanelli (23’ st Bediako), Colletta, Ferri (29’ st Brasili), Pericolo (40’ st Gallina), Raimondi, Persiani. All. Ceccacci

Arbitro: Vai di Jesi

Reti: 7’ pt e 24’ st Rondina A., 24’ pt Pericolo (r), 44’ pt Bracci, 9’ st Persiani

Note: espulsi Persiani e Sbrega per reciproche scorrettezze al 30’ st


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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