Osimana, il primo set è del Marzocca

I giallorossi escono con sei gol sul groppone da Senigallia

Promozione girone A
Olimpia Marzocca – Osimana 6 – 0

Senigallia. Esce un risultato tennistico dal Bianchelli di Senigallia. Osimana umiliata nel punteggio, e non tanto nel gioco, dalla corazzata Olimpia Marzocca, la capolista del girone A di Promozione.

L'Osimana ci prova ma sbatte contro il muro della capolista
L’Osimana ci prova ma sbatte contro il muro della capolista

Che conferma il primato dilagando su un’Osimana con la testa altrove. Disorientata, pasticciona, a volte imbarazzante in difesa, surclassata a centrocampo. Il solo Pericolo, l’unico che può cambiar marcia e inventarsi qualcosa in questa squadra, non può bastare. Uno dei meno peggio, Gabbanelli, scalda la panchina per tutto il primo tempo e per un quarto d’ora della ripresa. Quando entra cerca di dare una scossa ai compagni. Invano.

La prima trasferta del nuovo corso targato Lombardi in panchina è alquanto amara. L’Olimpia colpisce tre volte nel primo tempo e altrettante nella ripresa. Anche se era stata l’Osimana la prima a creare con Pericolo, ma Marin para. Non fa altrettanto dall’altra parte Vaccarini sorpreso dalla conclusione di Pesaresi. Che lancia l’Olimpia verso la goleada.

‘’Purtroppo siamo una squadra molto giovane e la qualità nella rosa non è elevata – dice Giuseppe Pericolo -. Al primo errore veniamo puniti. Pecchiamo in esperienza e anche in cattiveria. Speriamo di invertire presto la rotta, per evitare un finale di stagione amaro’’.

La rotta dovrà essere invertita anche dalla società che dovrà operare sul mercato con acquisti di qualità. Anche perché in settimana, per problemi di lavoro, ha salutato la compagnia Bediako.

Sabato, in casa, ci sarà uno scontro salvezza da non sbagliare: scenderà il Valfoglia.

OLIMPIA: Marin, Canapini, Santarelli (80’ Tomassini), Morganti (70’ Rossi), Montanari, Asoli, Sabbatini A, Gregorini, Pesaresi (64’ Bucefalo), Bramucci, Borocci. All. Mengucci

OSIMANA: Vaccarini, Brasili, Durazzi, Castorina, Postacchini, Montesi (61’ Gabbanelli), Campanelli (52’ Castellano), Colletta, Giuliani, Pericolo, Gallina. All. Lombardi

Arbitro: Diotallevi di Pesaro

Reti: 4’, 28’ e 48’ Pesaresi, 45’ e 54’ Bramucci, 81’ Sabbatini A.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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