Osimana, il Belvedere è giallorosso

Pericolo segna la rovesciata dell’ex. La Moretti band finisce ko

Promozione girone A
Osimana – Belvedere 1-0

Osimo. Uno scontro importante per entrambe invischiate nei bassifondi della classifica. Lo vince l’Osimana che torna alla vittoria dopo vari turni. Il Belvedere continua a non muovere la classifica. Lo fa da quattro giornate consecutive. Inevitabile l’ultimo posto in classifica solitario con soli quattro punti all’attivo.

La sfida del Diana la risolve un ex: Peicolo. Con una zampata nella ripresa. Per la precisione con una rovesciata spettacolare.
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Dopo un primo tempo in cui il Belvedere si muove meglio anche se non impensierisce quasi mai Vaccarini. L’Osimana fatica nella prima frazione, poi esce fuori nel secondo tempo.

Pericolo è una spina nel fianco della difesa ospite. Come Giuliani. Quest’ultimo però è sfortunato. Per due volte colpisce la traversa. Sembra stregata la porta avversaria per l’Osimana. Fino al minuto 25 del secondo tempo. Quando Colletta, battendo una punizione da posizione defilata, serve a centro area Pericolo che stoppa il pallone di petto prima di far partire una rovesciata spettacolare che beffa Buriani. Il gol che decide la partita.

Nel prossimo turno, sabato,  l’Osimana si recherà sul campo della Vigor Castelfidardo. I giallorossi con i tre punti odierni sono risaliti verso posizioni di classifica sicuramente più tranquille.

Mister Christian Ceccacci è molto contento della prova dei suoi ragazzi nella ripresa. ‘’Nel primo tempo, pur non concedendo nulla, non riuscivamo a trovare le giuste linee di passaggio e troppo spesso si ripartiva da dietro anziché verticalizzare – spiega l’allenatore giallorosso -. Nel secondo tempo i ragazzi sono entrati in campo con più coraggio e hanno fatto una bellissima partita creando molte palle gol, due legni, belle parate del portiere e soprattutto una pressione costante. Poi ci ha pensato Pericolo con una rovesciata spettacolare a risolvere la partita. Sono molto soddisfatto del secondo tempo dove ho visto una bella squadra’’.

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OSIMANA: Vaccarini, Baro, Postacchini, Colletta, Castorina, Leonardi (36’ st Montesi), Bediako, Ferri, Giuliani, Pericolo (29’ st Gabbanelli), Persiani (15’ st Raimondi). All. Ceccacci

BELVEDERE: Buriani, Silvestrini, Gatti, Pistelli, Costarelli, Stamate A., Bassotti, Famiglini (22’ st Martinelli F.), Stamate M. (20’ st Bresciani), Manganelli (34’ st Martinelli M.), Ambrosi. All. Moretti

Arbitro: Tassi di Ascoli Piceno

Rete: 25’ st Pericolo


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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