Lo sport riparte! Le ultime news

Sostegno alle società, Centri estivi e piscina per disabili da settembre. Per Pugnaloni: “Il Comune c’è!”

Osimo, 30 maggio 2020 – Nel comunicare le ultime novità in tema di ripartenza dello sport ad Osimo, il sindaco Simone Pugnaloni afferma con convinzione: “Il Comune c’è!” Poi, in tre punti cardine spiega come si sta muovendo.

Osimo – L’assessore allo Sport Alex Andreoli

Società sportive e gestioni in scadenza

L’assessore allo Sport, Alex Andreoli, sta definendo le misure a sostegno della ripartenza per le società sportive.
Verranno prolungate di un anno tutte le gestioni in scadenza, ed è dato per certo uno sconto sui canoni dovuti al Comune almeno pari ai mesi della durata del lockdown; ma si punta ad arrivare ad uno sconto del 50%.
Per le società che si allenano in luoghi privati, in attesa che affrontino le spese per la dovuta sanificazione, si sta valutando la possibilità per quest’estate di dedicare loro alcuni campetti all’aperto che ad oggi sono ancora chiusi.

Organizzazione Centri Estivi

Nei confronti di chi organizzerà i Centri Estivi, pare esserci la massima disponibilità a concedergli l’apertura, se possibile, anche in luoghi diversi rispetto agli anni scorsi purché siano di proprietà pubblica. Una possibilità che però è ancora tutta da verificare. L’invito dell’Amministrazione alle società è quello di affrettarsi a presentare la domanda, il bando scadrà l’8 giugno, e il Comune promette che delibererà celermente sulle autorizzazioni.

Disabili in piscina

Pare ci siano novità positive in merito al servizio disabili in piscina. Ieri, Pugnaloni, il vicesindaco Andreoni che ha organizzato l’incontro e che da sempre ha seguito la questione, ed il segretario generale del Comune, hanno incontrato una rappresentanza dei genitori. «Ho dato loro la mia parola sulla continuità del servizio in piscina – ha comunicato il primo cittadino – e su quella degli istruttori già esistenti a prescindere da chi sarà il futuro gestore».

La piscina riaprirà a settembre, e pare che su questo i genitori siano concordi: possono aspettare. Durante l’estate si conoscerà l’esito del bando e dunque il nome del nuovo gestore; inoltre, si approfitterà di questi mesi per effettuare interventi di manutenzione straordinaria alla struttura.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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