Lardini primo match point per l’A1 fallito

Legnano vince in tre set

Legnano – Filottrano 3-0
25-21, 25-21, 27-25

Busto Arsizio. Doveva essere una serata storica. Si è rivelata una serataccia per la Lardini che patisce la prima netta sconfitta stagionale in campionato. Nel giorno dove Filottrano poteva staccare il biglietto per l’A1. Festa rimandata.

Filottrano
Legnano – Filottrano. Lo spettacolo rosanero sugli spalti 

Decisiva, forse, sarà la partita di domenica, casalinga, contro Pesaro. Lo scontro diretto, visto che Pesaro – con la vittoria di Settimo Torinese in quattro set – è arrivato a quattro punti dal Filottrano. A sole due giornate dalla fine della stagione regolare.

«Dovremo recuperare le energie e alcuni situazioni fisiche. Se vogliamo arrivare all’obiettivo i punti bisognerà guadagnarseli» dice coach Massimo Bellano alla fine del match. Il tecnico della Lardini si complimenta con l’avversario che ha giocato tre set di grande spessore. Annientando una Lardini orfana ancora di Skuka e con Negrini non al meglio per problemi alla schiena.

Legnano - Filottrano. Vanzurova in attacco
Legnano – Filottrano. Vanzurova in attacco

Nel primo set Filottrano parte bene, ma soffre in ricezione (48% di positive nel primo set) e gli attacchi di Coneo oltre che quelli di Grigolo e Mingardi. Filottrano va in confusione nel secondo set, commettendo alcuni errori importanti che decretano il doppio svantaggio. Tanto equilibrio nel terzo parziale con continui ribaltamenti di fronte. Filottrano si perde nei palloni decisivi e ai vantaggi piega la testa. A fare la differenza ancora una volta Mingardi.

Festa rimandata per Filottrano incitata a Busto Arsizio da circa trecento tifosi che però non hanno potuto festeggiare a dovere.

SAB GRIMA LEGNANO: De Lellis 3, Mingardi 23, Facchinetti 7, Furlan 6, Coneo 10, Grigolo 9, Paris (L); Bossi. N.e.: Figini, Muzi, Kosareva, Mazzotti. All. Pistola – Tettamanti

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 2, Vanzurova 17, Mazzaro 4, Cogliandro 9, Negrini 3, Tosi 14, Feliziani (L); Marangon, Cappelli. N.e.: Galazzo, Rita, Scuka. All. Bellano – Quintini

Arbitri: Carcione e Del Vecchio


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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