Lardini, lucida ed efficace: successo pieno (3-0) con il Club Italia

Seconda giornata di ritorno della Samsung Volley Cup di serie A1 femminile

LARDINI FILOTTRANO – CLUB ITALIA CRAI 3 – 0

Osimo (An), 10 gennaio 2019 – La Lardini si conferma bella di notte al PalaBaldinelli e supera il Club Italia Crai con il massimo scarto, primo 3-0 nell’ancor breve storia in serie A1 del club filottranese. Un successo prezioso e rilevante, non solo per la classifica, fortemente cercato e voluto dalla squadra di coach Filippo Schiavo, centrato con grande lucidità in tutti i finali di set.

Osimo – Lardini – Club Italia Crai 

Al buon avvio del Club Italia (Omoruyi e Lubian per lo 0-3), la Lardini risponde con Vasilantonaki e il buon contributo al servizio di Cogliandro (ace del 4-3). E’ sull’asse Tominaga – Vasilantonaki che la formazione filottranese allunga fino a toccare il +4 (10-6), gap che la squadra dell’ex coach filottranese Massimo Bellano assottiglia con Nwakalor e l’ace di Fahr (10-9). Di Iulio gioca con le mani del muro e impatta a quota 18, ma sull’attacco out di Vasilantonaki coach Schiavo è costretto a fermare per la seconda volta il gioco (18-20). Il lavoro di Di Iulio in seconda linea è come sempre prezioso, Vasilankonaki (10 punti nel set con il 55%) capitalizza in attacco e costruiscono il break di 3-0 del controsorpasso (22-21). Omoruyi e Malual tengono in parità il Club Italia Crai (23-23), la Lardini arriva con Whitney al set point, che Di Iulio trasforma nell’1-0.

L’opposta americana spariglia l’avvio di secondo gioco (5-3), Cardullo calamita palloni in seconda linea e con Vasilantonaki la Lardini fissa il punteggio sul 10-7. Il Club Italia Crai risale la china con il servizio: gli ace di Populini (10-9) e Lubian (2) garantiscono il vantaggio esterno (11-12), ma il muro Garzaro frena l’avanzata azzurra (13-12). Nwakalor impatta a 15 e come nel primo set è capitan Di Iulio a caricarsi la squadra sulle spalle (attacco ed ace per il 19-17). In un finale con diversi errori al servizio, il turno in battuta di Tominaga è la chiave del set: la regista giapponese manda in affanno la ricezione azzurra, Vasilantonaki colpisce in attacco ed è l’ace di Tominaga (il secondo) a chiudere break (5-0) e set (25-20).

L’avvio di terza frazione è nel segno di Garzaro, che in primo tempo e a muro lancia la Lardini (3-1). Il Club Italia reagisce in fretta e con un gran colpo di Nwakalor va al comando (5-6), Cardullo strappa applausi, Vasilantonaki mette la freccia (10-9). La gara sale di livello, la Lardini aumenta l’intensità difensiva e al nuovo strappo del Club Italia Crai (ace di Lubian, 13-15) risponde con tutte le sue attaccanti. Whitney stampa la parità a 19, Filottrano si fa strada (21-19) con il servizio di Vasilantonaki (ace). Omoruyi non molla (21-21), ma il finale è tutto della Lardini, che torna avanti con Garzaro (22-21) e stoppa a muro le azzurrine con Whitney e Di Iulio (24-21). Il punto esclamativo lo mette capitan Di Iulio a coronamento di una eccellente prestazione personale (per lei il premio MVP Moncaro) e di una significativa e importante prova di squadra.

Il Tabellino

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 2, Whitney 12, Garzaro 6, Cogliandro 2, Di Iulio 12, Vasilantonaki 19, Cardullo (L); Baggi. N.e.: Yang, Pisani, Schwan, Rumori. All. Schiavo – Rocca.

CLUB ITALIA CRAI: Morello, Nwakalor 8, Lubian 12, Fahr 6, Omoruyi 13, Populini 9, De Bortoli (L); Battista, Malual 2, Scola. N.e.: Pietrini, Kone, Panetoni (L2). All. Bellano – Fanni.

ARBITRI: Vagni – Di Bari.

PARZIALI: 25-23 (26′), 25-20 (28′), 25-21 (26′).

NOTE: prima della gara il presidente della Lardini Volley Filottrano, Renzo Gobbi, ha omaggiato con un mazzo di fiori le medaglie d’argento mondiali Sarah Fahr, Marina Lubian, Elena Pietrini e Sylvia Nwakalor. Spettatori 1.050. Lardini: battute sbagliate 6, battute vincenti 5, muri 4, ricezione positiva 61% (43% perfetta), attacco 42%. Club Italia: b.s. 9, b.v. 5, mu. 4, ric. pos. 46% (31%), att. 40%. MVP: Chiara Di Iulio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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