LARDINI, LA COPPA ITALIA È TUA!

Filottrano schianta Pesaro nella finalissima

Volley A2 femminile
Domenica 12 marzo

Filottrano – Pesaro 3-1

25-17, 17-25, 25-20, 25-15

Osimo. Splendida Lardini. La Coppa Italia di A2 femminile è tua. Per una prima volta storica. In una finale da sogno. In casa. Con un PalaBaldinelli strapieno, con quasi 3500 spettatori.

Il tripudio Lardini con i due sindaci: Giulioni di Filottrano e Pugnaloni di Osimo
Il tripudio Lardini con i due sindaci: Giulioni di Filottrano e Pugnaloni di Osimo

Non è una favola, ma splendida realtà per Filottrano che non stupisce solo in campionato (prima della classe con sette punti di vantaggio proprio su Pesaro), ma che si porta a casa anche la Coppa Italia.

Per ora la ciliegina su una torta che è il torneo. Una ciliegina comunque buona, meritata e gustata, raccolta in quattro set.

In un crescendo di emozioni, dove Filottrano parte alla grande dominando il primo parziale. In attacco, ma costringendo anche le pesaresi a sbagliare tanto.

Avviene il contrario nel secondo set, con Pesaro che aumenta l’intensità. La parità però nel palas osimano dura poco. Perché Filottrano nel terzo parziale torna a picchiare e a difendere a volte anche l’impossibile.

Dall’altra Pesaro non si ritrova. Gli ultimi palloni del terzo set li manda a rete o li spara fuori. Un film che si vede anche nel quarto set dove a mettere la parola fine all’incontro, oltre a una Vanzurova da standing ovation e Mvp della finale,  è il muro di casa, con Mazzaro che stoppa l’ultimo debole attacco di un Pesaro che si si vede già sul secondo gradino del podio. Su quello più alto ci sale Filottrano. Meritatamente.

La premiazione delle ragazze filottranesi
La premiazione delle ragazze filottranesi

Chiara Negrini appena passate le 20 alza al cielo la Coppa Italia davanti a un parterre de roi. I sindaci Simone Pugnaloni e quello filottranese Lauretta Giulioni, il presidente Fipav Franco Brasili e il primo dirigente del Coni regionale Fabio Luna i protagonisti delle premiazioni. Accompagnate da un tifo assordante preceduto da una coreografia spettacolare preparata dai tifosi filottranesi con bandiere rosanero e tricolori. Prima spettacoli con gli sbandieratori della Contesa dello Stivale e inno nazionale suonato dalla banda filottranese.

Suona a festa la Lardini. Gongola coach Massimo Bellano: «Siamo stati davvero bravi. Abbiamo patito solo un calo fisiologico nel secondo set complice un Pesaro che è cresciuto tantissimo. È stata la prestazione migliore che potevamo fare. Una vittoria di squadra restando lucidi fino alla fine».

Il coach pesarese Bertini riconosce i meriti filottranesi: «Sono stati più bravi e continui. Una vittoria meritata. Non posso rimproverare niente alla mia squadra».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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