Lardini, anche il ct Davide Mazzanti per il derby d’esordio

Domani, al PalaBaldinelli, botteghini aperti dalle ore 15:30. 300 gli abbonamenti venduti a oggi, 400 i biglietti in prevendita

Osimo – Una città e un territorio in fermento. Il PalaBaldinelli è pronto ad aprire le porte alla Samsung Galaxy Volley Cup di serie A1, è pronto per un derby tra Lardini e myCicero capace di attirare l’interesse di tutta la regione.

Davide Mazzanti, Ct della nazionale femminile di volley

E anche di un ospite di assoluta eccezione, il ct dell’Italvolley femminile Davide Mazzanti, annunciato domani al PalaBaldinelli. Si respira il clima del grande evento, qual è la prima volta della Lardini Filottrano nel massimo palcoscenico nazionale, una passione che ha fatto registrare una notevole impennata nella vendita degli abbonamenti (toccata quota 300) e nella prevendita dei biglietti (400 alle ore 13).

Il calore dei tifosi Lardini

I botteghini del PalaBaldinelli domani apriranno alle ore 15:30 (inizio partita ore 17:00). Un ingresso a parte sarà riservato a coloro che devono ancora ritirare la tessera abbonamento o sottoscrivere un nuovo abbonamento.

Ricordiamo i prezzi: 200 euro tessera gold, 70 euro intero, 40 euro il ridotto (under 14, over 70). Il costo del biglietto è di 10 euro, 6 euro quello ridotto. Ingresso gratuito per i bambini che non hanno ancora compiuto i 6 anni.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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