Lardini a testa alta, l’Imoco trema ma si impone 3 – 0

Volley A1/F – Il pubblico applaude la prestazione delle filottranesi

LARDINI FILOTTRANO – IMOCO VOLLEY CONEGLIANO 0 – 3

Osimo (AN). La Lardini esce sconfitta ma a testa alta dal confronto con l’Imoco Volley. Finisce con il massimo scarto e forse il 3-0 non rende del tutto giustizia alla prova di grande intensità e spessore che sfoggia la formazione di Alessandro Beltrami, soprattutto in un secondo set chiuso ai vantaggi da un Imoco Volley che conferma qualità e talento.

Osimo – L’Imoco in attacco

Conegliano conferma Bricio al posto dell’infortunata Easy, la Lardini prova a “bruciare” l’Imoco in partenza (2-0), ma l’Imoco sfrutta bene il turno al servizio di Bricio (ace del 2-2) e il muro di Folie per mettersi alla guida del set (2-4). Il muro di Hutinski (6-7) scalda il pubblico del PalaBaldinelli, dall’altra parte della rete Nicoletti (80% nel set) e Bricio (57%) viaggiano ad alta velocità creando i presupposti per l’allungo Imoco (6-11).

La Lardini soffre il servizio della squadra di Santarelli (ace De Kruijf del 6-13) e si aggrappa ai punti di Scuka (66% in attacco), ma è ancora un ace (di Hill) a tenerla lontana (11-19). Dentro Gamba e poi Melli: l’ex Club Italia va subito a segno (13-21), Filottrano si avvicina grazie a un paio di errori dell’Imoco (15-21), ma Conegliano riprende a correre e chiude con il servizio vincente della neo entrata Papafotiou.

L’Imoco riparte dal servizio di Bricio (0-2), la Lardini da Scuka e Melli (confermata nello starting six) che danno il là al break di 5-0 che passa per il muro di Tomsia e il tocco di prima intenzione di Hutinski. L’Imoco Volley esce bene dal time out (5-5), ma la Lardini ci mette l’anima e una grande difesa. La squadra di Beltrami resta avanti con la pipe di Melli e la reattività di Hutinski sottorete (9-8), ma è uno spettacolare tiro e molla che infiamma i già caldissimi tifosi di Filottrano.

L’ace di Bricio riporta avanti l’Imoco (11-12), Tomsia e Hutinski rimettono davanti la Lardini (16-13). Conegliano resta attaccato al punteggio e se le attaccanti sono ben marcate dalla difesa di casa, Wolosz trova soluzioni al centro (10 punti totali tra Folie e De Kruijf). Il mani out di Melli (con correzione del check) e il successivo attacco di Scuka lanciano la Lardini sul 21-18, Nicoletti ricuce a muro (21-20) e un attacco out filottranese riporta il punteggio in parità (21-21).

Lardini indomita: Tomsia colpisce, Bosio si rende protagonista di una grande difesa e Scuka mette giù il pallone del 23-21. Ma l’Imoco ha classe ed esperienza e non trema: Hill pareggia e poi sorpassa (23-24) una Lardini che trova conforto nella solidità in ricezione di Negrini e nel servizio errato di Bricio (24-24).

Mazzaro imita la messicana e alla Lardini non basta una difesa spaziale di Feliziani perché al secondo tentativo Nicoletti firma il 2-0. La squadra di Beltrami ha il merito di azzerare il finale di seconda frazione e rimettersi subito a correre in avvio di terza: Tomsia la lancia sul 4-2, ma all’Imoco basta poco per rimettersi in linea (ace Nicoletti per il 4-4) e volare sul 5-8 con Bricio (mvp del match, top scorer con il 50% di efficienza offensiva).

La Lardini non abbassa la guardia e regge il colpo con tanta difesa e Tomsia (12-14). Il secondo tentativo di fuga di Conegliano, però, è quello buono: Wolosz colpisce di seconda (13-18), l’ace di De Kruijf (15-23) avvicina l’Imoco al traguardo toccato sull’errore al servizio da una Lardini che esce dal campo accompagnata dall’applauso del suo pubblico.

LARDINI FILOTTRANO – IMOCO VOLLEY CONEGLIANO 0-3

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 1, Tomsia 9, Mazzaro, Hutinski 4, Mitchem 1, Scuka 11, Feliziani (L); Melli 6, Gamba, Negrini. N.e.: Agrifoglio. All. Beltrami – Amiens.

IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Wolosz 1, Nicoletti 11, De Kruijf 11, Folie 12, Bricio 16, Hill 8, De Gennaro (L); Fiori, Cella, Papafotiou 1. N.e.: Melandri, Danesi. All. Santarelli – Simone.

ARBITRI: Saltalippi e Turtù.

PARZIALI: 15-25 (22’), 24-26 (33’), 16-25 (25’).

NOTE: spettatori 1.550. Lardini: battute sbagliate 5, battute vincenti 0, muri 4, ricezione positiva 43% (24% perfetta), attacco 29%. Imoco: b.s. 8, b.v. 9, mu. 5, ric. pos. 75% (48%), att. 38%.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel Sanremo che non c’è più

E che il Covid non sia la scusa per coprire la latitanza della canzone italiana


3 marzo 2021 – Si può scrivere, perché in fondo lo penso davvero, che la prima serata del 71° Festival della canzone italiana di Sanremo non mi sia piaciuta? Facile sparare sulla Croce Rossa, certo, ma proprio non ce la faccio a trovare aggettivi “complimentosi”. E se a metà serata di un brodo allungato con cento banalità mi sono addormentato sul divano – non mi era mai successo nelle ultime cinquanta edizioni – significa che proprio non mi è piaciuto.

Direte: sei cattivo, ingeneroso, fallo tu, in questi tempi da colera, un Festival come si deve. Un Festival con le mascherine, senza pubblico, con l’obbligo del distanziamento. Anzi, di più, con l’obbligo di farlo a tutti i costi perché i conti Rai vanno messi a posto costi quel che costi.

Osservazioni sacrosante, certo; infatti, fosse dipeso da me non lo avrei fatto. Ma non è questo il punto dal mio punto di vista, sia ben chiaro. Un punto di vista del tutto personale di uno che, siccome paga obbligatoriamente un canone per accendere la Rai, si sente autorizzato a esprimere pubblicamente quel che della Rai gli piace o non gli piace. Direte: se non ti piace, cambia canale. Certo, azione possibile ma, se lo facessi, porrei fine ad una onorata carriera ormai antica di fedelissimo del Festival che in passato non ha mai saltato un’edizione. Perché troncare di netto la mia personalissima corsa verso un record: quello cioè d’ascoltatore fedele nei secoli?

Non ci sono più i Festival di Sanremo di una volta, semplicemente perché non ci sono più le canzoni di una volta, i cantanti di una volta, gli ospiti e le star di una volta. Forse, non c’è più neppure una volta, sì, quella volta là che… E qui casca l’asino, cioè io. Perché una volta non c’è mai stato il Covid di oggi… ma che non sia una scusa, però. Come non sia una scusa che non c’è più il pubblico di una volta.

Ieri sera, Fiorello (in foto a destra) non è mai stato il Fiorello di una volta e, di conseguenza, neppure Amadeus (in foto, a sinistra). Bravi per “mestiere” e nulla più. La co-conduttrice Matilda De Angelis ha fatto simpaticamente e disinvoltamente il suo; Zlatan Ibrahimović ha fatto la caricatura di Zlatan ma lo vedo meglio in pantaloncini corti e scarpette chiodate nonostante l’età; il glam rock di Achille Lauro va da sé che non mi è piaciuto (ma sono io l’asino, l’ho già detto), mentre Loredana Bertè è stata sì quella di una volta grazie al medley di successi del passato. Certo, la Bertè di una volta aveva un’altra voce ma gli anni passano per tutti mentre i successi restano.

Sulle canzoni in gara stendo un velo pietoso, lo stesso velo che si è steso sui miei occhi fino a quando non si sono chiusi portandomi da Morfeo. Finché sono riuscito a tenerli aperti, quel che hanno sentito le mie orecchie hanno fatto stridere i nervi e attanagliare le viscere. Sul palco ad esibirsi, a parte un paio d’eccezioni, non c’erano i testimonial della musica italiana d’autore bensì i più cliccati sul web. E lo sa il mondo intero: non bastano 10 milioni di like per fare di un pezzo una canzone con la C maiuscola, o di un cantante un grande interprete con una grande voce.

Era il primo ascolto quello di ieri, un ascolto per giunta assonnato. Per cui rimando altri giudizi alle successive serate, nella speranza che Morfeo si faccia i fatti suoi. Chiudo con gli ascolti di ieri. 11 milioni 176 mila, pari al 46.4% di share, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la prima serata del 71° Festival di Sanremo nella prima parte; la seconda parte ne ha avuti 4 milioni 212 mila con il 47.8%  Lo scorso anno, sempre nella prima serata, la prima parte aveva avuto 12 milioni 480 mila spettatori con il 51.2%, la seconda 5 milioni 697 mila con il 56.2%. Curiosissimo di vedere come andrà questa sera.

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