La Passatempese stende la corazzata Olimpia Marzocca

Un vero e proprio blitz Il gol di Ghergo a inizio partita

PROMOZIONE girone A
Olimpia Marzocca – Passatempese 0 : 1

Senigallia. Colpaccio Passatempese. Sulla carta sembrava quasi una sfida impossibile. La Passatempese, reduce da due sconfitte consecutive, che sale sul campo della corazzata, imbattuta e prima della classe Olimpia Marzocca. Per giunta con due squalificati: Petitti e Nemo. Invece…

Un'azione difensiva della Passatempese
Un’azione difensiva della Passatempese

‘’Per una volta ci ha detto bene – sorride mister Simone Strappini alla prima vittoria in carriera da allenatore in campionato -. La prestazione non era mancata neanche nelle precedenti occasioni. Anzi dovevamo vincere e alla fine invece abbiamo perso. Con un paio di rigori sbagliati. Oggi ha filato tutto per il verso giusto’’.

Sin dall’inizio. Perché erano passati appena cinque minuti e la Passatempese era già in vantaggio per il gol vittoria. Siglato da Ghergo con un bel diagonale che non lascia scampo a Marin. L’Olimpia Marzocca prova a rimettere in equilibrio la partita, ma Moscoloni compie il numero su un tiro di Gianfelici sul finire del primo tempo.

Azione concitata a centrocampo
Azione concitata a centrocampo

Nella ripresa la Passatempese controlla bene e rischia pure con una ripartenza di siglare il raddoppio con Mattia Mezzanotte. Ai galletti però basta il gol di Ghergo per esultare da tre punti per la prima volta in campionato in un match che l’Olimpia chiude addirittura con due espulsi: Asoli e Pesaresi.

Nel prossimo turno seconda trasferta consecutiva per la Passatempese: a Piobbico.

OLIMPIA MARZOCCA: Marin, Canapini (46′ Moschini), Santarelli, Morganti, Ciaramitaro (36′ Rossi), Asoli, Gianfelici, Borocci (61′ Gregorini), Pesaresi, A. Sabbatini, Bucefalo. All. Guiducci

PASSATEMPESE: Moscoloni, Stortoni, Graciotti, Iannaci, M. Strappini, Mandolini, G. Mezzanotte, Capotondo, Ghergo (69′ Nicoletti Pini), Maraschio (80′ Zoli), Caporaletti (70′ M. Mezzanotte). All. S. Strappini

Arbitro: Boiani di Pesaro

Rete: 5’ pt Ghergo

Note: espulsi Asoli e Pesaresi


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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