La Nef volley Libertas Osimo sbanca Potenza Picena

Pallavolo maschile Serie B girone G – 22ª giornata

VOLLEY POTENTINO – LA NEF OSIMO 1-3

Osimo, 27 marzo 2022 – Prosegue il momento positivo per La Nef Volley Libertas Osimo. I ragazzi di coach Riccardo Baldoni sbancano il campo del Volley Potentino per 3-1, confermando l’ottimo momento di forma e la continuità di risultati dell’ultimo periodo.

Si allunga così la striscia di vittorie per i biancoblù sempre più in una posizione tranquilla di classifica. Tra le buone notizie c’è stato il ritorno in campo di Riccardo Valla tra le fila dei “senza testa” che sarà sicuramente importante in questo finale di stagione.

«Abbiamo espresso un muro/difesa di alto livello – commenta coach Riccardo BaldoniI ragazzi hanno avuto pazienza e si sono messi a disposizione, trovando i giusti colpi in attacco. Dopo tre mesi, abbiamo avuto la squadra al completo con il rientro di Valla che, pur non essendo al 100%, ha dato il suo contributo quando è stato chiamato in causa. Vorrei sottolineare anche la prestazione di Caciorgna che, dopo qualche partita sottotono, questa sera (ieri, ndr) ha dimostrato tutte le sue qualità».

Sulla stessa lunghezza d’onda il ds biancoblù Amedeo Gagliardi. «Vorrei fare i complimenti a questo gruppo – commenta “Medo” – che è venuto fuori bene da una serie di partite non positive, mettendo in campo carattere e determinazione, inanellando quattro successi consecutivi. Il merito di questi quattro successi, importanti per la classifica, non è merito soltanto di chi scende in campo ma anche dei ragazzi che hanno avuto meno spazio, i quali in settimana danno il loro massimo e quando vengono chiamati in causa si fanno trovare pronti. Un plauso quindi a tutto il gruppo che affronterà questo finale di stagione con voglia e determinazione per arrivare più in alto possibile».

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Vignaroli 2, Schiaroli, Cremascoli 8, Silvestrelli 7, Polidori 3, Caciorgna 18, Stella 23, Silvestrelli 8, Valla 5 All. Baldoni

Arbitri: Bosica Gianclaudio – Renzi Emanuele

Punteggio: (24-26; 23-25; 25-18; 17-25)

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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