La Nef Osimo non si ferma più: settima vittoria consecutiva

Pallavolo maschile serie B girone G 23 aprile

LA NEF OSIMO – PAOLONI MACERATA 3-1

Osimo, 24 aprile 2022 – La Nef Volley Libertas Osimo prosegue la sua marcia inarrestabile e piega la Paoloni Macerata. Ancora una volta i “senza testa” in questo finale di stagione si confermano infallibili e mettono ko la seconda forza del torneo con un 3-1 di rimonta fatto di voglia, carattere e determinazione, per una squadra che sta chiudendo in crescendo l’annata sportiva.

La Nef Volley Libertas Osimo

Primo set tirato e combattuto tra le due squadre che si rispondono colpo su colpo. La Nef Osimo rimane in scia poi il servizio vincente degli ospiti si rivela letale nel finale, 16-21, con Stella che trova un paio di ace in serie. I “senza testa” cercano con Cremascoli di rimanere in scia ma l’errore in battuta dello Stella osimano vale il 19-25 con cui si chiude il parziale.

Stesso canovaccio nel secondo set con La Nef Osimo che riesce a trovare alcuni ace in battuta, mentre la Paoloni Macerata sferra attacchi veloci che mettono in difficoltà il muro osimano. I ragazzi di coach Riccardo Baldoni trovano il break sul 19-13 con due ace in successione di Stella. I “senza testa” falliscono due set ball poi tocca a Valla mettere a terra il punto del 25-18 per l’1-1.

Continuano a marcarsi a uomo le due compagini anche nel terzo set (8-7), con giocate di grande intensità sul parquet e scambi ripetuti tra le due formazioni. Stella e Silvestroni piazzano il primo break, 19-15 con il seguente ace di Vignaroli che costringe coach Giganti a chiamare time out. La mossa non sortisce effetti e Silvestrelli mette a terra il punto del 25-18 per il 2-1 osimano.

Quarto set con la Paoloni Macerata che cerca la prima fuga, 8-11. I ragazzi di coach Baldoni cercano di rimanere in scia in un paio di occasioni poi il muro osimano blocca gli attacchi dei maceratesi in un momento clou, portando il punteggio sul 21-22. Con un crescendo rossiniano Silvestrelli e soci passano sul 24-22. L’errore di Stella in ricezione su Valla regala il 25-22 con cui si chiude il match.

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Vignaroli 2, Schiaroli, Cremascoli 5, Silvestrelli 30, Di Nisio, Genovesi, Polidori 4, Caciorgna, Di Martino, Stella 14, Silvestroni 10, Sparaci, Valla 9 All. Baldoni

PAOLONI MACERATA: Sigona 1, Meschini, Tobaldi 18, Biagietti 6, Carloni, Latini 6, Uguiccioni, Leoni, Persichini 8, Storani, Stella 8, Bravi, Gigli All. Giganti

Arbitri: Porti Luca, Santoniccolo Rosalba

Parziali: (19-25; 25-18; 25-18; 25-22)

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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