La Nef Osimo nella tana della Bontempi Netoip Ancona

Fischio d'inizio sabato 6 febbraio alle ore 21.00 al Palasport Flavio Brasili di Collemarino

Volley Serie B Marche  

Osimo, 4 febbraio 2021 – Altro derby questo fine settimana per la Nef Osimo. Dopo la sconfitta esterna contro la Paoloni Macerata, per i “senza testa” ci sarà un’altra trasferta delicata in casa della Bontempi Netoip Ancona. I dorici vengono da una bella vittoria esterna in casa di Alba Adriatica e tra le mura amiche vorranno sicuramente far bene, e cercare di riscattare lo stop di due settimane fa al tie-break contro il Volley Potentino.

Amedeo Gagliardi, capitano della Nef Osimo

La squadra di coach Roberto Masciarelli, nonostante le due buone prestazioni in altrettante gare di campionato, è ancora ferma a zero punti e darà il massimo per invertire la rotta ed iniziare a smuovere la classifica, cercando di recuperare qualche giocatore non al meglio, come ci spiega il capitano osimano Amedeo Gagliardi.

«Peccato non aver raccolto punti nelle primissime giornate di campionato ma da una parte ce lo aspettavamo – esordisce il capitano – siamo una squadra giovane e viviamo un momento di difficoltà anche da un punto di vista numerico. Sono comunque fiducioso del fatto che faremo un’ottima prestazione, perché la squadra sta lavorando bene negli allenamenti e siamo ansiosi di scendere in campo per questo derby sentitissimo contro la Bontempi Ancona».

Fischio d’inizio sabato 6 febbraio alle ore 21.00 al Palasport Flavio Brasili di Collemarino. Dirigono l’incontro Chiara Mochi e Giulia Natalini.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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