La Nef Osimo mette la quinta e piega il Titan Services San Marino

Coach Baldoni: “sono orgoglioso di tutta la squadra che ha dato il massimo”

LA NEF OSIMO – TITAN SERVICE SAN MARINO 3-2

Osimo, 3 aprile 2022 – LA NEF Osimo vince al tie-break contro il Titan Services San Marino per 3-2 dopo una lunga battaglia sportiva. Alla fine, i “senza testa” hanno fatto loro un match comunque meritato. Sulla onda dell’entusiasmo, confermato dalle ultime uscite più che positive per la squadra di coach Riccardo Baldoni, ad affrontare i “senza testa” arriva il Titan Services San Marino che si trova a metà classifica ed è reduce da una vittoria importante contro Loreto. Il tecnico osimano si affida fin da subito all’esperienza di Polidori a muro, contro un attacco molto forte, ma deve fare a meno di Cremascoli, sostituito egregiamente da Di Martino.

Caciorgna in attacco e lo stesso Polidori si confermano in una buona forma fisica e lo dimostrano subito, con gli osimani sempre in gestione nel primo set chiuso con il punteggio di 25-16 grazie ad una grande prova corale.

Secondo set sulla scia del primo, con LA NEF determinata e forte soprattutto a muro con ancora Polidori e Silvestrelli, distacco sull’8-2. Kiva e compagni sembrano abbastanza imprecisi in fase di palleggio ed i padroni di casa ne approfittano mantenendo un buon vantaggio a metà set sul 15-8. Forte del vantaggio coach Baldoni inserisce nella mischia i giovani Di Nisio e Genovesi: dopo un tentativo di rimonta con Frascio e Kiva, Silvestrelli mette il sigillo per la conquista del secondo set con un paio di ace e Stella, con la schiacciata decisiva, fissa il punteggio sul 25-20.

Inizio di terzo set più equilibrato sul 4-6. I ragazzi di coach Stefano Mascetti sembrano avere un altro piglio in questa frazione, con belle giocate da parte di entrambe le compagini. A metà set punteggio sul 15-14, con gli osimani sempre a mantenere un minimo vantaggio. L’equilibrio si spezza solo alla fine con gli ospiti che passano avanti e conquistano il terzo set col punteggio di 22-25.

Quarto set con la squadra di coach Baldoni che prende subito un discreto vantaggio sul 6-3. Gli ospiti sembrano più determinati, soprattutto in difesa, ed a metà frazione si portano in vantaggio anche grazie a qualche errore di troppo da parte di Stella e soci, 12-16. Silvestrelli dà la carica ai compagni e grazie a due importanti ace raggiunge la Titan Services sul 19-19, fino a concretizzare un meritato vantaggio grazie ai muri di Silvestroni e Caciorgna. Kiva trascina i suoi ed il quarto set si conclude sul 28-30 dopo alcune decisioni arbitrali discutibili ai danni dei padroni di casa.

Si va dunque al tie-break, con LA NEF che parte forte e si porta subito avanti con un discreto vantaggio sul 5-2: Silvestrelli e Caciorgna a muro danno il cambio campo con i biancoblù avanti per 8-4. Gli ace di Stella fanno la differenza e LA NEF conquista l’ultimo set per 15-9.

«Sono contento per il risultato e soprattutto per la prestazione dei ragazzi – il commento di coach Baldoni – Abbiamo avuto un calo nel terzo set quando potevamo anche chiudere il match in anticipo, ma la strada è quella giusta e sono orgoglioso di tutta la squadra che ha dato il massimo, compreso il giovane Di Martino».

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Cremascoli, Genovesi, Silvestroni 9, Stella 20, Schiaroli, Silvestrelli 23, Vignaroli, Di Martino 5, Di Nisio, Caciorgna 9, Polidori 12, Sparaci, Valla All. Baldoni

TITAN SERVICE SAN MARINO: Bernardi 6, Carigi 2, Bacciocchi, Rondelli 3, Cicconi 1, Frascio 23, Pancotti 3, Benvenuti, Kiva 20, Ricci 10, Borghesi All. Mascetti

Arbitri: Benigni Paolo – Almanza Andrea

Parziali: (25-16; 25-20; 28-30; 15-9)

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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