La Nef Osimo esce sconfitta dalla sfida contro il Volley Potentino

Dalla prossima settimana in arrivo nuovi acquisti per Osimo

Volley Serie B Marche 

LA NEF OSIMO – VOLLEY POTENTINO 0-3 (18-25; 13-25; 19-25)

Osimo, 14 febbraio 2021 – La Nef Osimo cede anche con il Volley Potentino. I ragazzi di coach Roberto Masciarelli, dopo una prova generosa, si arrendono per 0-3 contro la formazione di coach Massera che ha fatto valere la maggiore esperienza nei suoi uomini più temibili.

Primo set. Partenza equilibrata tra le due compagini ma con alcuni errori in battuta da ambo le parti. La Nef Osimo tenta il primo allungo con una bella schiacciata di Paolucci che vale l’8-5. L’ottima difesa degli ospiti gli fa recuperare lo svantaggio e vanno in avanti grazie a Rossetti e Picardo, 11-13. Polidori con due grandi muri accorcia sul 13-15 ma alcuni errori in attacco, e la buona organizzazione degli ospiti, consentono ai potentini di allungare sul 14-20. L’ex di turno Rossetti con delle belle giocate fa aggiudicare il primo set agli ospiti con il punteggio di 18-25.

La Nef Osimo – Volley Potentino

Nel secondo set buona partenza per il Volley Potentino che, con l’1-5, tenta subito di allungare  grazie alle giocate di Picardo. Stella tiene a galla gli osimani ma gli ospiti sono sempre avanti, 7-8. La compagine di coach Massera mantiene sempre un discreto vantaggio, con Rossetti e Picardo che si fanno valere in battuta e sotto rete, 13-20. I ragazzi di coach Masciarelli pasticciano nel finale del set ed il Volley Potentino va sullo 0-2 col punteggio di 13-25.

L’inizio di terzo set è più equilibrato con Osimo che sfrutta qualche errore in battuta e fa valere delle belle giocate a muro, 5-5. Il primo tentativo di allungo però è di marca potentina con Rossetti ed Angeli che portano gli ospiti a +6, 7-13. Una grande frazione di Attolico ed Angeli porta il Volley Potentino a condurre anche questo terzo set per 8-15. Stella prova a tenere a galla i suoi con delle belle schiacciate ma i “senza testa” sono ancora sotto, 16-21. Il terzo set si avvia verso la fine con gli ospiti che mantengono sempre un discreto vantaggio e chiudono sul 19-25.

«Abbiamo dei problemi in alcuni reparti decisivi della squadra – commenta coach Roberto Masciarelli – e quindi non si sta giocando bene. È un problema tecnico, e forse caratteriale, che dobbiamo risolvere. Oggi (ieri, ndr) il divario non era così grande e con i ragazzi che c’erano in campo potevamo fare meglio: il manico di questa squadra sta mancando e questo è un problema serio di gestione del gioco e quindi dovremo intervenire da subito, anche perché abbiamo la fortuna di avere una società che dalla prossima settimana ci metterà a disposizione dei nuovi acquisti, ma chi gestisce la regia del gioco deve avere le idee più chiare ed affrontare il campo in maniera diversa».

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Gagliardi 1, Albanesi 1, Paolucci 7, Silvestroni, Carrer 1, Stella 11, Polidori 5, Schiaroli, Uncini, Gamberini 1, Bobò, Carletti All. Masciarelli

VOLLEY POTENTINO: Picardo 2, Angeli 11, Miscio 3, Emili, Attolico 5, Bizzarri 8, Rossetti 15, Giorgini, Pierleoni, Giacomini, Lucarini, Gentilucci All. Massera

Arbitri: Valentina Battistini e Rosalba Santoniccolo

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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