La Nef Osimo cede contro Alba Adriatica

coach Roberto Masciarelli: “Serviva un po' di maggior attenzione nei fine set”

LA NEF OSIMO – ALBA  ADRIATICA 0-3 (23-25; 21-25; 15-25)

Osimo, 24 gennaio 2021 – Esordio sfortunato per la Nef Osimo. I ragazzi di coach Roberto Masciarelli si arrendono alla forte Iseini Alba Adriatica per 0-3. Una sfida che ha visto i “senza testa” tenere botta, specialmente nei primi due quarti, alla compagine abruzzese che ha confermato la sua qualità. Un  banco di prova per  prendere confidenza con il ritmo partita, visto la lunga pausa dal campionato, in cui i più giovani hanno dato risposte interessanti.

La Nef Osimo – Alba Adriatica, inizio partita

1° set

Sostanzialmente equilibrato. Stella porta avanti i suoi ma Alba Adriatica impatta sull’8-8. Si va avanti con un continuo botta e risposta tra le due squadre poi gli ospiti, con il muro vincente di Ridolfi, toccano il 13-16. Stella al servizio trova due ace vincenti per il nuovo pari, 16-16. La Nef Osimo sbaglia qualche palla di troppo e gli ospiti vanno avanti sul 20-22. Non è finita però: Di Felice fallisce due occasioni che valgono il nuovo pari, 23-23, ma gli ospiti sono più cinici ed il muro vincente di Buscemi vale lo 0-1 per Alba Adriatica.

2° set

Anche nel secondo set si parte in equilibrio, poi la compagine di coach Petrelli allunga e Porcinari trova il punto vincente del 6-10. Sale in cattedra Polidori che accorcia il distacco, 10-11, ma Porcinari trova l’ace del 10-13. Gli ospiti non fuggono e Paolucci trova alcuni punti preziosi, 15-18, poi la Nef completa la rimonta sul 19-20. Nel finale Di Felice è implacabile e chiude i giochi sul 21-25.

3° set

Ancora avvio in equilibrio, poi Di Felice scalda il motore con una serie di azioni offensive vincenti, 7-13. La Nef Osimo perde fiducia e gli abruzzesi prendono il largo, 11-19. Stella trova l’ace del 14-20 ma non basta e Di Felice mette a terra nel finale il punto del 15-25 che chiude la questione.

«Essere soddisfatti di una sconfitta è sempre molto complicato per me – commenta coach Roberto Masciarelli – però direi che nei primi due set abbiamo tenuto bene il campo. Molti ragazzi erano alla loro prima esperienza in questa categoria, mentre di fronte avevamo una compagine esperta. Quindi diciamo che dovrei essere soddisfatto, però il risultato non mi aggrada particolarmente. Ci serviva un po’ di maggior attenzione nei fine set ma diciamo che anche questo ci serve per fare esperienza nel nostro percorso di crescita”.

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Uncini, Gamberini, Albanesi 1, Polidori 6, Paolucci 10, Gagliardi, Carrer 3, Bobò, Stella 13, Silvestroni 1, Schiaroli, Carletti, Caporaletti 1 All. Masciarelli

ALBA ADRIATICA: Buscemi 12, Di Bernardino, Accorsi 4, Cacchiarelli, Di Felice 17, Di Pentima, Foglia, Iacono, Porcinari 9, Pulcini 1, Ridolfi 13, Traini, Vagnarelli All. Petrelli

Arbitri: Montili – Marini

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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