La Nef Osimo cede a zero nel derby contro Bontempi Netoip Ancona

Coach Masciarelli: “Un passo indietro rispetto alla partita contro la Paoloni Macerata”

Volley Serie B Marche 

BONTEMPI NETOIP ANCONA – LA NEF OSIMO 3-0 (25-11; 25-17; 25-20)

Ancona, 7 febbraio 2021 – La Nef Osimo esce sconfitta da Collemarino nel derby contro la Bontempi Netoip Ancona. I padroni di casa si impongono per 3-0 in un match in cui i “senza testa” hanno cercato di tenere botta ad una delle formazioni più competitive del girone. Con alcuni uomini sulla via del recupero da acciacchi vari, i biancoblu hanno tentato di reggere l’urto, senza troppa fortuna.

Primo set che vede la Nef Osimo partire con il piede giusto, 3-3, poi i dorici piazzano un importante break, grazie alla difesa ed alcuni attacchi dal servizio, che li spinge fino al 10-4. I ragazzi di coach Roberto Masciarelli non riescono ad invertire l’inerzia della frazione e si arrendono sul 25-11.

Nel secondo set, dopo un avvio in equilibrio, il primo break di 4-0 porta i locali sul 7-3, grazie alle giocate di Ferrini. I biancoblu non mollano ma la compagine di coach Giombini è micidiale quando attacca ed arriva al 13-9. I ragazzi di coach Masciarelli cercano di rientrare ma senza fortuna e chiudono sul 25-17.

Nel terzo set i “senza testa” partono meglio, 6-8, e arrivano al +4: l’attacco osimano però si inceppa mentre i biancorossi sono implacabili. La Nef Osimo rimane in scia fino al 16-15, poi la Bontempi Netoip Ancona migliora a muro e trova punti pesanti da Magini. I locali arrivano sul 23-17, per poi chiudere sul 25-20.

coach Roberto Masciarelli

«Un passo indietro rispetto alla partita contro la Paoloni Macerata – commenta coach Roberto Masciarelli – per lo meno non abbiamo proseguito il percorso che lentamente ci faceva un po’ migliorare. È vero che in settimana abbiamo avuto diversi infortuni, che non hanno permesso a tutti di allenarsi, e che di fronte avevamo un avversario con il più alto tasso tecnico del girone ma è anche vero che, nei ruoli chiave, cerchiamo di giocare facendo le cose più facili per noi e questo nella pallavolo è deleterio: in alcuni casi ci manca quella cattiveria per cercare di mettere in difficoltà l’avversario».

Il Tabellino

BONTEMPI  NETOIP ANCONA: Rosa 5, Paolinelli, Larizza 3, Giombini, Sabbatini, Pace, Monina, Tomassetti, Ujkaj 3, Terranova 13, Ferrini 12, Magini 15, Bugari, Santini  All. Giombini

LA NEF OSIMO: Schiaroli, Uncini, Gamberini 2, Carletti, Albanesi 1, Sparaci, Polidori 6, Paolucci 5, Gagliardi 1, Carrer 5, Stella 9, Silvestroni 4, Bobò All. Masciarelli

Arbitri: Chiara Mochi e Giulia Natalini

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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