La Lardini fa sua al tie-break la “maratona” con Chieri

Ultima giornata di andata della Samsung Volley Cup di serie A1 femminile

LARDINI FILOTTRANO – REALE MUTUA FENERA CHIERI 3-2

Osimo, 30 dicembre 2018La Lardini chiude il 2018 così come l’aveva iniziato, con una vittoria al tie-break tanto sofferta quanto voluta e meritata. La prima volta al quinto set di questa Samsung Volley Cup porta in dote un successo prezioso per la classifica e per il morale di una Lardini che fa suo con carattere lo scontro diretto con la Reale Mutua Fenera Chieri.

Il recupero di Cardullo è la novità più rilevante nella Lardini che approccia un match scorbutico. La tensione iniziale produce diversi errori (4 sui primi 8 punti di Chieri), Angelina lancia Chieri (7-10), la Lardini ricuce prima con Vasilantonaki (ace del 10-11) e poi con Tominaga (muro del 13-14). La Reale Mutua si riprende il vantaggio e fissa con Middleborn un +4 (15-19) che alla fine risulta decisivo. Chieri pasticcia su un recupero in bagher di Whitney (17-19), Pisani (6 punti e l’80% in attacco) stampa a muro il nuovo -2 (19-21), ma prima un’invasione e poi l’attacco di Silva avvicinano Chieri al set (21-24). Coach Schiavo gioca la carta Yang al servizio, Angelina attacca fuori (23-24), Middleborn non sbaglia (23-25).

Pisani ha il braccio caldo (2-1), la Lardini riparte di slancio, sfruttando la pipe di Vasilantonaki e l’attacco di Di Iulio (6-2). Il divario cresce sul muro di Pisani (11-6), Chieri cambia regìa con Scacchetti per De Lellis e torna sotto, respinto dal muro e dall’ace di Vasilantonaki (14-9). Garzaro rimette in moto una Lardini che affonda i colpi con Vasilantonaki (20-15). Akrari (7 punti nel set) si fa notare anche a muro (23-20), la palombella di Di Iulio è chirurgica (24-20) e dopo l’attacco di Silva e un errore in attacco è Vasilantonaki (6 punti) a fissare l’1-1 sul tabellone.

La Reale Mutua costringe la Lardini a rincorrere in avvio di terza frazione: Middleborn e Angelina spingono Chieri sul 5-8 e dopo il tocco intelligente di Tominaga (9-10) è Akrari a garantire il nuovo +3 ad una Fenera (9-12) che nel frattempo ha mandato in campo Dapic per Silva. Cogliandro entra in battuta e il suo ace e… mezzo riporta Filottrano in parità (13-13). Angelina interrompe il break (7-0) filottranese, ma Di Iulio non fa cadere nulla sul campo di casa e Vasilantonaki arricchisce un set da 10 punti e 80% in attacco.

Il fallo di piede sul servizio di Angelina manda in archivio il 2-1 di una Lardini che alla ripartenza ricomincia da Vasilantonaki (ace del 5-2). Perinelli e un errore in attacco consentono alla Fenera di impattare a quota 7, Filottrano prova a riallungare con il muro di Whitney (11-9), ma è ancora Perinelli a mettere la freccia (14-15). Garzaro firma il controsorpasso, Vasilantonaki il doppio vantaggio (17-15), ma la Lardini deve fare i conti con il break di 6-1 con cui Chieri (che nel set sale al 51% in attacco) ribalta tutto (18-21). Whitney alza il muro (21-22), ma sono due attacchi di Perinelli a decidere il set e allungare il match al tie-break.

La Lardini interpreta alla perfezione la sua prima volta stagionale al quinto set, scattando sull’ace di Pisani (4-2) e dopo il pari di Aliyeva (4-4) piazzando un break di 5-0 aperto e chiuso da una immensa Di Iulio. Akrari e Angelina provano a reggere l’urto (10-7), ma l’Mvp Sì Con Te Vasilantonaki respinge il rientro piemontese (11-7), Chieri pasticcia (13-7), Pisani regala il match point (14-8) e Whitney lo trasforma in un successo preziosissimo.

Il Tabellino

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 3, Whitney 18, Garzaro 6, Pisani 13, Di Iulio 11, Vasilantonaki 24, Cardullo (L); Yang, Cogliandro 1, Baggi. N.e.: Schwan, Rumori. All. Schiavo – Rocca.

REALE MUTUA FENERA CHIERI: De Lellis 3, Silva 13, Middleborn 9, Akrari 15, Perinelli 7, Angelina 14, Bresciani (L); Dapic 1, Caforio, Scacchetti, Aliyeva 7, Tonello, N.e.: Barysevic. All. Secchi – Sinibaldi.

ARBITRI: Zingaro – Gasparro.

PARZIALI: 23-25 (32’), 25-22 (29’), 25-18 (24’), 22-25 (27’), 15-9 (17’).

NOTE: spettatori 1.200 circa. Lardini: battute sbagliate 12, battute vincenti 6, muri 9, ricezione positiva 60% (42% perfetta), attacco 46%. Chieri: b.s. 16, b.v. 1, mu. 5, ric. pos. 57% (23%), att. 40%. MVP: Anthi Vasilantonaki.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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