Due traverse all’attivo del San Biagio prima di soccombere

Mister Marinelli recrimina: “Non ci è stato dato un rigore nettissimo”

Prima categoria girone C – ventisettesima giornata

San Biagio-Casette Verdini 0-1

Osimo, 8 maggio 2022 – Deve soffrire le cosiddette sette camicie e usufruire di un arbitraggio quantomeno discutibile il Casette Verdini per vincere in casa della cenerentola San Biagio. Lo ha fatto grazie ad un gol di Ramadori ad un quarto dalla fine, e approfittando di un rigore non concesso ai locali a inizio ripresa che ha mandato su tutte le furie l’ambiente di casa, come sottolineato anche dal mister Marinelli.

Michele Marinelli, mister del San Biagio

Penalizzato pure per un rosso diretto sventolato a Cerusico per un fallo mai cattivo e a centrocampo sullo 0-1, che al massimo era da giallo. Ma al di là di questo, il Casette terzo in classifica, che nei primi 5 minuti aveva concesso due grosse chance al San Biagio, nel primo tempo ha fatto prevalere il maggior tasso tecnico tenendo il pallino del gioco pur mancando di concretezza negli ultimi 25 metri.

Nel secondo tempo invece sale in cattedra il San Biagio, col Casette che è costretto alle ripartenze. I biancorossi colpiscono due clamorose traverse con Piccini e Mobili, a conferma della stagione dannatamente storta e invocano per una trattenuta in area su Piccini vista da tutti tranne che dall’arbitro.

Oltre il danno la beffa per il Galletto, quando in rimessa Ramadori con un tiro d’interno supera Spadari per il gol che lascia il Casette in scia alla vetta, e probabilmente condanna il San Biagio alla retrocessione tra la frustrazione generale per un arbitraggio non all’altezza del peso di un match da ultima spiaggia.

Il Tabellino

SAN BIAGIO: Spadari, Cesari, Silvestrini, Baro, Socci (65’ Capocasa), Paccamicci (65’ Spegni), Piccini (85’ Papa), Cerusico, Mobili (85’ Gallina), Mihaylov (85’ Bottegoni), Scansani. Allenatore, Marinelli

CASETTE VERDINI: Morlacco, Donnari, Polinesi, Guing Ameth, Tidei, Tacconi, Silvestroni (68’ Menchi), Russo, Quadrini (87’ Menghi), Ramadori, Pistoletti (51’ Pistoletti). Allenatore, Lattanzi

ARBITRO: Sig. Pignotti di San Benedetto

RETE: 78’ Ramadori

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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