Due osimani ai vertici del Coni Marche

Fabio Luna nominato presidente, Violetta Piergiacomi membro della giunta del Comitato sportivo regionale

È osimano il nuovo Presidente del Coni Marche: a sedere sullo scranno più alto della prestigiosa organizzazione sportiva da oggi sarà il cinquantottenne Fabio Luna.

Proveniente dalla Federazione delle Bocce dove ha ricoperto la carica di coordinatore del Comitato tecnico, già a capo del Comitato provinciale del Coni e poi delegato provinciale, Luna ha ottenuto il nuovo incarico spuntandola per un solo voto sul secondo candidato nonché presidente uscente, l’anconetano Germano Peschini.

Fabio Luna neoeletto presidente del Coni regionale
Fabio Luna neoeletto presidente del Coni regionale

L’elezione è avvenuta questa mattina, sabato 4 marzo, al PalaRossini di Ancona, al termine di un’assemblea che ha visto il Comitato Olimpico letteralmente spaccato in due. Il risultato finale ha premiato l’osimano con ventinove voti contro i ventotto a favore dell’avversario.

Nominati anche i membri della Giunta regionale, composta da tre rappresentanti delle Federazioni sportive insieme a un rappresentante per ciascuna delle quattro categorie tra tecnici, enti di promozione, discipline associate, atleti.

La nuova Giunta alla guida del Coni Marche: didascalia completa foto di gruppo (da sinistra): Giuseppe Scorsoso, Alessandro Angelini, Giulio Lucidi, Fabio Luna, Violetta Piergiacomi, Lino Secchi, Giovanni Battista Torresi, Marco Porcarelli
La nuova Giunta alla guida del Coni Marche: (da sinistra): Giuseppe Scorsoso, Alessandro Angelini, Giulio Lucidi, Fabio Luna, Violetta Piergiacomi, Lino Secchi, Giovanni Battista Torresi, Marco Porcarelli

Alla guida di quest’ultima categoria il nome scelto dall’assemblea regionale è ancora quello di un’osimana: Violetta Piergiacomi, classe 1990, ex campionessa di scherma oggi nel mondo della pesistica.

Unica donna ad ottenere un incarico all’interno della Giunta, Violetta sarà affiancata da  Alessandro Angelini (arrampicata come disciplina associata), Giulio Lucidi (Ente di promozione Us Acli), Giovanni Battista Torresi (tecnico del tennis). In rappresentanza delle Federazioni: Giuseppe Scorsoso (atletica leggera), Lino Secchi (ciclismo), Marco Porcarelli (taekwoondo).

«Orgogliosa di essere stata eletta e onorata di dare voce alla rappresentanza femminile – ha commentato la Piergiacomi – La vittoria non è mai scontata, un atleta lo sa». E a proposito della sua migrazione dal fioretto ai bilancieri aggiunge: «lo sport parla una lingua universale: cuore, passione e competenza».

L'assemblea che al PalaRossini ha votato per l'elezione del presidente e della nuova Giunta del Coni regionale
L’assemblea che al PalaRossini ha votato per l’elezione del presidente e della nuova Giunta del Coni regionale

A Fabio Luna sono andati i riconoscimenti del sindaco Pugnaloni e dell’assessore allo sport: «Complimenti per l’importante traguardo raggiunto – ha dichiarato Alex Andreoli –, risultato meritato dopo tanti anni di impegno e dedizione per il mondo dello sport».

I neoeletti resteranno alla guida del mondo sportivo marchigiano per il prossimo quadriennio.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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