Club Scherma Osimo Vice Campione d’Italia con Camilla Vaccarini

Campionati Italiani Under 14

Osimo – Grande risultato del Club Scherma Osimo la Misericordia ai Campionati Italiani under 14 – 54° Trofeo Renzo Nostini – che si sono svolti a Riccione dal 27 Aprile al 2 Maggio, con il secondo posto raggiunto da Camilla Vaccarini nella gara di Fioretto Categoria Ragazze.

L’atleta Osimana, dopo un brillante percorso netto nei gironi e nelle dirette è stata battuta solo dalla bravissima Irene Bertini del Club Scherma Pisa, dopo una finale incerta e combattuta.

Al centro, con fiori, coppa e medaglia, l’osimana Camilla Vaccarini, vice campionessa italiana di Fioretto under 14

Camilla Vaccarini ha in tal modo bissato il secondo posto già raggiunto nel 2015 ed ha già promesso che ci riproverà il prossimo anno a raggiungere il gradino più alto del podio.

Ottimi anche i piazzamenti raggiunti dagli altri atleti del club in gara, Valentina Lucchesi, Ludovica Grisanti e Giacomo Magnanini i quali, grazie al lavoro dei maestri Filippo Rossi, Eleonora Ricciotti, Riccardo Cecchi e Violetta Piergiacomi, hanno ben figurato nel confronto con atleti provenienti da tutte le parti d’Italia e di maggiore esperienza, riuscendo a migliorare la loro classifica e tenendo alto il nome del nostro sodalizio.

Prossimo appuntamento per il Club Scherma Osimo la Coppa Italia Nazionale che si svolgerà nel fine settimana a Caorle (VE), e che vedrà in gara Diego Vaccarini nella Spada Categoria Assoluti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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