Ciclismo. Il Lamonica bagnato va all’azzurro Zaccanti

Osimo. Filippo Zaccanti, bergamasco di 21 anni, trionfa sotto la pioggia nella 29° edizione del Trofeo Rigoberto Lamonica. La corsa osimana riservata alla categoria dei dilettanti élite e Under 23 – che si corre ogni anno nella festività patronale di San Giuseppe da Copertino – vede un degno vincitore sul traguardo bagnato, come tutta la città senzatesta, da un violento temporale che ha costretto gli organizzatori a mettere fine alla competizione addirittura con tre giri di anticipo.

L'azzurro Filippo Zaccanti taglia vittorioso il traguardo bagnato del Trofeo Lamonica 2016
L’azzurro Filippo Zaccanti taglia vittorioso il traguardo bagnato del Trofeo Lamonica 2016

Zaccanti – azzurro nel prossimo fine settimana con la Nazionale al Giro dell’Appennino – batte in una volata a due il nazionale russo Stepan Kurianov.  Per lo scalatore bergamasco del Team Colpack si tratta della quarta affermazione stagionale dopo i sigilli messi a segno a Bornago, Montallese e Vinci. Lo squadrone bergamasco diretto da Alberto Bevilacqua – che ha visto al via con il numero 1 il campione italiano élite Davide Orrico – ha confermato ancora una volta il suo particolare feeling con la corsa osimana avendola vinta sia nel 2013 che nel 2014 con il campione italiano Paolo Colonna e Giulio Ciccone.

A Jacopo Billi, terzo classificato, è andato il premio come atleta più combattivo, il prestigioso riconoscimento intitolato alla memoria della grande firma del ciclismo nazionale Paolo Piazzini. La maglia del Cappello d’Oro, altra creatura della compianta penna osimana, è andata al vincitore Zaccanti.

Nonostante la pioggia ancora una volta il Trofeo Rigoberto Lamonica è stata una gara combattuta, organizzata peraltro impeccabilmente e con dovizia di mezzi dal Club Ciclistico Campocavallo F.N. Mengoni, guidato dal presidente Giorgio Antonelli, dal direttore di corsa Piero Agostinelli e da Pietro Pagliarecci.

Tra le personalità presenti alla premiazione finale il segretario generale della Lega del Filo d’Oro (da dove è scattata come consuetudine la competizione), Rossano Bartoli, oltre al presidente della Federciclismo Marche Lino Secchi, all’ex Vincenzino Alesiani e all’assessore allo sport del Comune di Osimo Alex Andreoli.

ORDINE D’ARRIVO (Iscritti: 167, Partiti: 138, Arrivati: 37)

  1. Filippo Zaccanti (Team Colpack) km 97 in 2h18’00” media: 42,174 km/h
    2. Stepan Kurianov (Nazionale Russia)
    3. Jacopo Billi (General Store Bottoli Zardini)
    4. Evgenii Koberniak (Nazionale Russia) a 1’50”
    5. Antonio Zullo (Futura Team Rosini)
    6. Paolo Totò (Norda MG KVis)
    7. Francesco Romano (Team Soligo Amarù Sirio Palazzago)
    8. Dimitrii Markov (Nazionale Russia)
    9. Alberto Marengo (General Store Bottoli Zardini)
    10. Ivan Martinelli (Aran Cucine)

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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