Chi la dura la vince: La Nef Osimo sbanca Alba Adriatica

Primi tre punti stagionali per i ‘senza testa’ conquistati con una bella prova corale

Volley Serie B Marche 

ISEINI VOLLEY ALBA ADRIATICA – LA NEF OSIMO 0-3 (22-25, 23-25, 15-25)

Osimo, 26 febbraio 2021 – Una convincente Nef Osimo torna da Alba Adriatica con i tre punti in tasca. I ragazzi di coach Roberto Masciarelli, grazie ad una bella prova corale, si impongono con autorità in casa della Iseini Alba Adriatica per 3-0. Tre punti importanti, i primi stagionali, che aprono nel migliore dei modi questa prima giornata di ritorno. Una grande attenzione in difesa ed una prova di carattere sono stati gli ingredienti di questo successo che dà un’iniezione di fiducia importante.

Primo set in cui la Nef Osimo parte bene approfittando anche di alcuni errori dei padroni di casa, 1-4, riuscendo a trovare buoni attacchi con Stella, oltre a tenere bene in difesa, 9-13, mentre i locali fanno fatica a trovare continuità in attacco. L’ace di Stella vale l’11-17 e la panchina di Alba Adriatica chiama il secondo time-out, però gli attacchi dei ‘senza testa’ continuano ad essere efficaci, grazie a delle belle giocate di Paolucci. Porcinari prova a tenere a galla i suoi, e la maggiore attenzione in difesa dei locali porta il match sul 19-21. Gli abruzzesi impattano sul 22-22 ma il muro osimano diventa determinante nel finale: Osimo chiude 22-25.

In terra d’Abruzzo è tornata ad esultare La Nef Osimo

Nel secondo set l’Iseini Alba Adriatica parte forte, 4-1, grazie agli ace di Porcinari ed Accorsi. La Nef Osimo torna sotto, 6-5, e si va avanti con un continuo botta e risposta avvincente: Polidori e Silvestroni a muro tengono bene e, nonostante la mini fuga dei locali sul 18-16, i ‘senza testa’ tornano sul 18-18. Finale palpitante con i locali che vanno sul 22-20 ma i ragazzi di coach Masciarelli passano avanti 22-23 con Molari. Osimo fallisce il primo set-ball sul 22-24 ma il muro tiene sull’attacco di Porcinari per il 23-25.

Nel terzo set buona partenza per la Nef, 1-4, e Molari, oltre agli errori del locali, porta il punteggio sul 2-7. Il muro osimano è insuperabile, 3-11, ed i ragazzi di coach Masciarelli giocano sulle ali dell’entusiasmo arrivando sul 5-16 in una frazione a senso unico. Stella in attacco, e la difesa de La Nef, confezionano il 12-25 che chiude la questione.

«Abbiamo ottenuto la vittoria con una bella prestazione corale e con una grande attenzione in difesa – commenta coach Roberto Masciarelli – Sono abbastanza soddisfatto, il primo passettino del nuovo campionato è stato fatto, ovviamente possiamo e dobbiamo ancora migliorare».

Il Tabellino

ISEINI VOLLEY: Buscemi 5, Di Berardino, Accorsi 4, Cacchiarelli, Di Felice, Porcinari 16, Cretone 4, Ridolfi 2, Traini 5, Vagnarelli 1, Iacono All. Petrelli

LA NEF OSIMO: Valla 6, Schiarioli, Gamberini, Carletti, Albanesi 3, Polidori 8, Paolucci 5, Gagliardi, Carrer, Bobò, Stella 13, Silvestroni 8, Molari 6 All. Masciarelli

Arbitri: Fabio Ercolani ed Alessio Cocco

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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