Bronzo per Angelica Ghergo ai campionati italiani di Cles

Cles. Sabato 8 e domenica 9 ottobre si sono tenuti a Cles (TN), i campionati italiani individuali e per regioni – categoria Cadetti/e (anni 2001-2002).

Nella squadra della regione Marche anche quattro rappresentanti dell’Atletica Osimo: Angelica Ghergo (300 hs.), Irene Pesaresi (80 hs.), Giulia Tonti (pentathlon) ed Emanuele Ghergo (esathlon). E proprio da uno di questi è arrivata una delle due medaglie conquistate dalla formazione regionale.

Nella giornata di sabato, le qualificazioni nella gara dei 300 m. hs. femminili avevano visto Angelica Ghergo aggiudicarsi la terza batteria con il tempo di 46.00, nuovo personale fino a quel momento, e terzo tempo nella classifica riepilogativa per l’accesso alle finali del giorno seguente.

Angelica Ghergo in piena azione (foto D. Ruggieri)
Angelica Ghergo in piena azione (foto D. Ruggieri)

Nella mattina di domenica, ancora un netto miglioramento per Angelica che chiudeva in terza posizione con il tempo di 45.31, abbassando di oltre un secondo nelle due giornate il suo precedente limite, conquistando così un più che meritato bronzo nella gara vinta da Larissa Iapichino (figlia dell’astista azzurro Gianni e della saltatrice Fiona May, ndr).

L’altra medaglia per le Marche era arrivata dalla lanciatrice Sara Zuccaro (Atl. Fabriano) che sabato aveva conquistato il titolo di Campionessa Italiana nel martello con la misura di 54.54, nuovo primato regionale.

Tonti, Pesaresi e Ghergo, un trio tutto marchigiano ai campionati italiani cadetti E di Cles. (foto D. Ruggieri)
Tonti, Pesaresi e Ghergo, un trio tutto marchigiano ai campionati italiani cadetti E di Cles. (foto D. Ruggieri)

Per gli altri atleti osimani, quindicesima posizione per Giulia Tonti (foto di Davida Ruggieri con Irene Pesaresi e Angelica Ghergo) nel pentathlon femminile (13.19 negli 80 hs; 1.35 nell’alto; 26.69 nel giavellotto; 4.93 – nuovo personale – nel lungo; 2.02.98 nei 600 m.); diciannovesima Irene Pesaresi negli 80 m. hs con il tempo di 13.22; ventitreesimo Emanuele Ghergo nell’esathlon maschile (primato personale nei 100 hs. con 16.85; 1.44 nell’alto; 30.14 nel giavellotto; miglioramento anche nel lungo con 4.89; 24.39 nel disco; 3.18.72 nei 1000 m.).  La nostra regione confermava la posizione della passata edizione di Sulmona, arrivando in ottava posizione nella classifica finale combinata cadetti/cadette vinta dalla Lombardia, davanti al Lazio ed al Veneto.

di Sergio Fossati Pesaresi


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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