Boxe nazionale ad Osimo il 26/3: Charly Metonyekpon vs Arblin Kaba

Al PalaBaldinelli (1.600 posti) la sfida per il titolo italiano super leggeri. Biglietti già disponibili

Osimo, 19 marzo 2022 – Tra una settimana l’evento sportivo più prestigioso del pugilato marchigiano di questi ultimi anni: la sfida al titolo italiano della categoria super leggeri. L’osimano Charly Metonyekpon, ventisei anni, tenterà di strappare la cintura italiana all’attuale detentore Arblin Kaba, ventisettenne romagnolo, sulla lunghezza dei dieci round.

Charly Metonyekpon e Arblin Kaba

La kermesse organizzata dalla Boxing Buccioni Team di Roma si svolgerà sabato 26 marzo dalle ore 20.30 presso il PalaBaldinelli di Osimo dove saranno disponibili ben 1.600 posti tra quelli in gradinata ed altri riservati a bordo ring.

Il Team Boxing Club Castelfidardo che cura la preparazione dello sfidante al titolo italiano fa sapere attraverso i maestri Andrea Gabbanelli e Daniele Marra che il loro atleta è in perfetta forma ed è già rientrato nel peso.

Per affinare tecnica e potenza il pugile osimano nelle scorse settimane oltre al duro allenamento quotidiano di routine, ha incrociato i guantoni con diversi pugili del suo stesso rango esercitandosi allo sparring, oltre a testare la resistenza dei dieci round previsti per la sfida. Gli incontri di allenamento sono avvenuti sui ring di varie palestre italiane: a Roma con Jacopo Fazzino, a Rimini con l’italo rumeno Alexandru Ciupitu, a Monteprandone con l’abruzzese Edoardo D’Addazio.

Il Team fidardense ha anche analizzato la tecnica e lo stile dell’avversario italoalbanese Kaba, già osservato attentamente dal vivo e attraverso video.

Una fase della preparazione di Charly Metonyekpon

È previsto un match molto difficile sia sul piano fisico che mentale, Charly, ancora imbattuto dopo nove match da professionista, dovrà fare estrema attenzione agli insidiosi ganci sinistri cui l’attuale campione italiano è particolarmente dotato. Al momento non è stata svelata la tecnica che adotterà il pugile osimano anche se, come è già accaduto in altre occasioni, Charly potrebbe optare per esprimersi liberamente attingendo alle sue molteplici abilità da fighter.

Anche l’attuale campione Arblin Kaba, che ha già risolto la sorte degli altri tre precedenti sfidanti battendoli uno dopo l’altro sui ring in trasferta, gode di una condizione perfetta allenandosi sotto la guida del suo maestro Paolo Pesci della palestra Boxe le Torri di Bologna.

L’altro incontro in preparazione è quello tra i mediomassimi Alexander Ramo, di nazionalità albanese del Team BC Castelfidardo che si batterà prima del match clou con Sergio Demchenko, originario dell’Ucraina, italiano e romano di adozione.

a sx, Alexander Ramo

Anche questo match si presenta più che avvincente, da una parte Ramo o meglio, Rambo, come soprannominato dai suoi fans per l’accostamento al più famoso pugile attore Silvester Stallone, l’albanese dai pugni decisamente pesanti come ferri da stiro, così li descrive il suo promoter Davide Buccioni, con sette match vinti di cui quattro per KO,  e dall’altra parte nientemeno che il campione intercontinentale WBO 2011, nonché campione europeo 2016 e 2018, Demchenko, il pugile tipico della scuola dell’est: corporatura massiccia, altezza m.1,84, testa rasata e naso da chi ha fatto il pugile una vita; di lui si dice che è un tipo che si muove poco sulle gambe e che  sfoggia una tecnica essenziale, senza troppi atteggiamenti, insomma, lo stile caratteristico della boxe balcanica, un fighter senza fronzoli, capace però di sferrare pugni con una forza micidiale, ed il suo record lo dimostra chiaramente, sino ad oggi vanta  23 vittorie, di cui 15 per Ko.

Uno spettacolo assicurato, da non perdere, dove sono previsti anche ulteriori incontri AOB con atleti élite provenienti da varie regioni. I biglietti sono già in prevendita presso la Boxing Club Castelfidardo e alcuni bar del centro di Osimo.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

© riproduzione riservata


link dell'articolo